Nuovo anno accademico alla Sapienza: moniti e promesse per il futuro

Nuovo anno accademico alla Sapienza: moniti e promesse per il futuro

Alla Sapienza è iniziato il nuovo anno accademico. Europa, giovani e investimenti le parole chiave nei discorsi delle autorità presenti alla cerimonia

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Alla Sapienza è iniziato il nuovo anno accademico. Europa, giovani e investimenti le parole chiave nei discorsi delle autorità presenti alla cerimonia.

Giovedì 17 gennaio, nell’aula magna dell’università La Sapienza di Roma (scopri QUI i nostri tirocini per CFU) si è tenuta la cerimonia inaugurale del nuovo anno accademico, il 716° dalla fondazione dell’ateneo. Tra le autorità erano presenti il capo del governo Giuseppe Conte e il ministro dell’istruzione Marco Bussetti. Il tema centrale degli interventi è stato l’Europa. Tutti i discorsi hanno rimarcato la necessità di favorire una maggior interazione culturale tra i giovani studenti, sui quali bisogna investire per il futuro europeo. (qui il libretto completo degli interventi).

Dopo i saluti di rito, per primo ha parlato il rettore Eugenio Gaudio. “In un momento in cui l’Europa si ripensa – ha detto – le università devono continuare ad essere un faro di dialogo e scambio culturale”. Poi non ha nascosto alcuni problemi, su tutti quello degli investimenti. I numeri dell’Italia sono ancora troppo bassi rispetto ad altri paesi avanzati. Per questo, il rettore ha sottolineato che “solo l’investimento in ricerca e innovazione può farci ripartire, altrimenti l’Italia appare destinata ad un lento ma inesorabile declino”.

Subito dopo ha preso la parola il Presidente del Consiglio. “Dobbiamo fare di tutto – ha dichiarato – perché i giovani siano trattenuti nel nostro paese e possano realizzare le loro aspirazioni”. Con un filo di nostalgia ha poi ricordato i suoi trascorsi da ricercatore proprio presso La Sapienza. Per lui “ogni ateneo è una comunità di persone, un luogo di incontro in cui la circolarità del sapere matura nel dialogo, innanzitutto tra docenti e studenti”.

Il premier ha ribadito la necessità per l’Italia di investire maggiori energie nel diritto allo studio, per rimanere competitiva in Europa e nel mondo. Sullo stesso concetto ha insistito anche ministro Marco Bussetti. Dalle dichiarazioni di entrambi è emersa la precisa intenzione del governo di sostenere un percorso virtuoso a sostegno dell’innovazione e della ricerca, già a partire da questo nuovo anno accademico. “L’Europa moderna è l’incarnazione delle sue università” ha aggiunto il ministro. “L’accesso all’università – ha concluso Conte – non è un valore negoziabile”.

#FacceCaso

Di Tommaso Fefè

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