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Il ragazzo con la pagella nella tasca

Il ragazzo con la pagella nella tasca

La vignetta di Makkox che racconta la storia di un ragazzo annegato nel Mar Mediterraneo con in tasca la sua pagella scolastica. La vignetta pubblica

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La vignetta di Makkox che racconta la storia di un ragazzo annegato nel Mar Mediterraneo con in tasca la sua pagella scolastica.

La vignetta pubblicata su Il Foglio è la storia di un quattordicenne proveniente dal Mali che nel 2015 annegò durante il passaggio nel Mediterraneo per arrivare in Europa. La pagella era nascosta in una tasca della giacca, cucita per far sì che arrivasse integra alla fine del viaggio e magari che lo rappresentasse come un meritevole studente.

Nel tratto del vignettista possiamo vedere il giovane sul fondo del mare, mostrare con orgoglio, il suo rendimento scolastico agli animali marini, i quali lo definiscono “una perla rara” e non a caso la vignetta si intitola “Tesori perduti” proprio perché sul fondale marino non c’era “un migrante”, come ormai sentiamo definirli nel nostro quotidiano, ma un giovane studente, con sogni e speranze per il futuro, come tanti altri suoi coetanei che magari hanno avuto la fortuna di nascere nella parte meno complicata del globo, lui invece ha dovuto sigillare quei sogni nel suo giacchetto per proteggerli dall’ingiustizia del mondo a soli quattordici anni.

Cristina Cattaneo, è il medico legale del Labanof (Laboratorio di antropologia e odontologia forense), che eseguì l’autopsia del giovane corpo e di conseguenza fece la triste scoperta del piccolo rettangolo scritto in francese e arabo con i voti delle materie scolastiche. Lo racconta nel suo ultimo libro “Naufraghi senza volto“, pubblicato da Cortina Editore.

La pagella
Il ritrovamento della pagella come descritto nel libro “Naufraghi senza volto”:
-Quando i medici hanno iniziato a svestirlo, hanno trovato «qualcosa di duro e quadrato. Tagliammo dall’interno per recuperare, senza danneggiarla, qualunque cosa fosse. Mi ritrovai in mano un piccolo plico di carta composto da diversi strati. Cercai di dispiegarli senza romperli e poi lessi: Bulletin scolaire e, in colonna, le parole un po’ sbiadite mathématiques, sciences physiques… Era una pagella. “Una pagella”, qualcuno di noi ripeté a voce alta». Quello che ne restava.

#FacceCaso

Di Dario Argenziano

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