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Lauree inutili: quando di inutile non c’è proprio niente

Lauree inutili: quando di inutile non c’è proprio niente

Non è vero che le lauree inutili portano un reddito più basso, anzi. Sono molto più utili di quanto pensiamo. Quante volte abbiamo sentito parlare di

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Non è vero che le lauree inutili portano un reddito più basso, anzi. Sono molto più utili di quanto pensiamo.

Quante volte abbiamo sentito parlare di lauree inutili? Tante, tantissime forse. Da lettere a lingue, da scienze politiche a scienze della comunicazione, o delle merendine. Attenzione, attenzione non è proprio così, anzi mano a mano che andiamo avanti nel tempo sta succedendo sempre il contrario. Le vecchie lauree inutili sembrano dare sempre più lavoro.

I laureati nelle discipline umanistiche hanno lo stesso tasso di disoccupazione rispetto agli altri corsi di laurea e più o meno gli stipendi si equivalgono. Mentre a Milano il liceo classico fa sold out, come vi avevamo già detto qui, la disoccupazione da lauree inutili non fa più così paura.

Secondo uno studio dell’American Academy of Art and Sciences (ricordatevi che anche scienze sociali, negli USA, fa parte del Bachelor of Arts), chi è laureato nelle discipline umanistiche percepisce uno stipendio dopo la triennale di circa 52 mila dollari che sale a 72 mila dopo la laurea magistrale. Sicuramente meno rispetto a chi ha fatto ingegneria, il cui reddito si aggira intorno agli 80 mila dollari ma comunque non parliamo di uno stipendio da fame.

C’è anche da dire che chi è laureato in queste discipline è anche più soddisfatto del proprio futuro e non rimpiange di aver preso un bachelor del genere, anzi. Anche in Italia succede la stessa cosa, di fronte al rapporto reddito/soddisfazione i corsi di laurea si equivalgono tutti e si incontrano intorno al 7,5/10. Bisogna quindi rivalutare la laurea umanistica, anche per dare quel quid in più a tutti i percorsi di alta tecnologia e innovazione di cui parliamo sempre. I laureati in scienze di questo tipo permettono un approccio più umano ed “etico” rispetto agli altri, così da creare un ponte tra l’uomo e la macchina.

Se volete fare lettere, quindi, non dovete aver paura, possiamo essere disoccupati tutti insieme. No, scherzavo, c’è un posto per tutti.

#FacceCaso

Di Benedetta Erasmo

COMMENTS

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    giuseppe nicolazzo 2 anni

    Questo articolo sta ai fatti come la realtà sta alla fantasia, paragonare l’Italia agli USA dal punto di vista dell’occupazione dei giovani è quanto minimo un grossolano errore, purtroppo questo è quello che piacerebbe credere……

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      Gentile Giuseppe,
      nessuno ha parlato di tasso di disoccupazione giovanile tra Italia e USA. Sicuramente la situazione non è paragonabile, come non è paragonabile al momento l’ “inutilità” o meno di una laurea tra due paesi fondamentalmente diversi. Magari questa tendenza americana arriverà anche qui. L’importante è che i ragazzi facciano quello che desiderano, che sia “inutile” oppure no.
      Benedetta

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    Pinciagatte 2 anni

    Non scherziamo su queste cose ! Benedetta Erasmo.
    Ne va del futuro di milioni di giovani che si apprestano a scegliere un percorso formativo che dia loro qualche chance di sopravvivere di mezzi propri piuttosto che di provvidenze (comunque denominate).
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2015/08/13/il-conto-salato-degli-studi-umanistici/1954676/

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      Gentile Pinciagatte,
      non scherzerei mai su queste cose, dato che io sono proprio nella categoria di “scienze delle merendine” e tutt’ora dopo la prima laurea mi chiedono ancora perché non ho scelto giurisprudenza. Il (bel) proposito di questo articolo è di mostrare come stia cambiando una tendenza che ha purtroppo appesantito la scelta negli ultimi anni. L’articolo che lei ha linkato è sicuramente vero, ma è del 2015 e tre anni dopo, uno studio seppur americano, mostra che qualcosa sta cambiando.
      Benedetta

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    Luca 2 anni

    Confermo, infatti io sono laureato in Ingegneria Informatica ma nonostante questo sono sempre disoccupato

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    CYBORG 2 anni

    IO SONO LAUREATO IN INGEGNERIA ELETTRONICA E SONO DISOCCUPATO.

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    giuseppe nicolazzo 2 anni

    “…….L’importante è che i ragazzi facciano quello che desiderano, che sia “inutile” oppure no……”
    Mi dispiace ma purtroppo non è così, la scelta forse più importante nella vita per un giovane oggi non può essere determinata solamente da ciò che piace, ma è una risultante di molti fattori, altrimenti si finisce nella contradictio in terminis ( fare e inutile )
    Comunque auguro un buon futuro a tutti i bravi giovani di questo povero Paese.

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    Paolo 1 anno

    L’importante è che se decidete di fare scienza della comunicazione, poi, non vi lamentate con chi ci governa. E se per caso trovate lavoro, abbiate almeno l’onestà di ammettere che, al novanta per cento, quel lavoro l’avreste fatto anche con un diploma da ragioniere. Occhio, però: se una certa laurea piace, piace. I sogni non si devono smontare ed ognuno ha diritto di iscriversi all Facoltà che preferisce. Dico soltanto che bisogna essere consapevoli di ciò che si va a fare, in modo che poi, qualunque cosa accada, sia ben chiaro che la colpa è solo ed esclusivamente di chi ha compiuto una certa azione e non di qualcun’altro.

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    Alba 1 anno

    Io sono una laurea umanistica (la peggiore:dams)sono siciliana(aggravante geografica) ,lavoro in nero come operatrice museale part time.ho 37 anni…ho iniziato a 27.ho cercato altro…anche fuori dal mio campo.non ho mai trovato alternative .passati i 30anni sei fuori dal mercato del lavoro.
    Rimpiango di non aver fatto un corso da estetista

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