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Scuole, è ora di Rav-vicinare i giudizi alla realtà…

Scuole, è ora di Rav-vicinare i giudizi alla realtà…

Valutazioni gonfiate, descrizioni razziste e niente controlli da parte di esterni. Parliamo di Rav. Da quando è stata innescata la bomba sullo scanda

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Valutazioni gonfiate, descrizioni razziste e niente controlli da parte di esterni. Parliamo di Rav.

Da quando è stata innescata la bomba sullo scandalo “classista” del Liceo Visconti, la lente d’ingrandimento popolare si è focalizzata su un argomento fino a poco tempo fa pressoché sconosciuto: il Rapporto di AutoValutazione, (Rav).

In vigore dal 2015, il suo scopo è quello di consentire alle scuole italiane di presentarsi al pubblico dipingendosi un auto-ritratto di alcune righe.
Ciò che sta emergendo proprio in questi giorni è che, cosa comunque alquanto prevedibile, i resoconti di molti istituti non è che siano proprio veritieri (per usare un eufemismo).

Tra descrizioni in alcuni casi razziste e in altre stile “scuola del Mulino Bianco”, molte sono decisamente poco attendibili: da chi proclama in pompa magna di non avere alunni immigrati o figli di portieri, a chi chiudendo un occhio (o forse anche due) si alza i voti in maniera esagerata, come presidi o docenti.

Com’è però ce ne si rende conto solo ora? Per la sicurezza dei cittadini esiste la polizia, per la la concorrenza l’antitrust… e per la trasparenza? Teoricamente anche queste valutazioni avrebbero un arbitro personale, se non che in molti casi o è assente o impossibilitato a lavorare. Da quando esiste il sistema di autovalutazione sono state controllate solo 600 scuole su 11.000, esattamente il 5% del totale; come ciliegina sulla torta, o giusto per cambiare, ombrellino nel long drink, i cosiddetti arbitri non avevano neanche l’obbligo di segnalare eventuali anomalie nelle descrizioni.

A partire dal prossimo anno si arriverà invece alla rendicontazione sociale: dei veri bilanci, in cui gli istituti dovranno mostrare la situazione di quanto fatto nel triennio. Positiva o negativa che sia. In parole povere, questo Rapporto di AutoValutazione delle scuole è come una partita di calcio 11 contro 0, con nessuno che può né difendere né contrattaccare.
Allora, cosa aspettiamo ad entrare in pressing?

#FacceCaso

Di Emanuele Caviglia

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