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Il problema di gioco d’azzardo e alcool tra i giovani

Il problema di gioco d’azzardo e alcool tra i giovani

Alcool e gioco d’azzardo sono un mix letale per la vita di chiunque, ma ancora di più se ancora giovanissimi. Alcune ricerche dell’Università di Padov

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Alcool e gioco d’azzardo sono un mix letale per la vita di chiunque, ma ancora di più se ancora giovanissimi. Alcune ricerche dell’Università di Padova mettono in luce molti aspetti.

Quando parliamo di alcool e gioco d’azzardo, per associarli a cattive abitudini di nostri coetanei, è sempre difficile affrontare il discorso.
Eppure problemi che legano queste categorie alla fascia 14-20 anni ce ne sono molti, che andrebbero scrutati analiticamente.
A mettere in luce nuovi aspetti ci hanno pensato Natale Canale e Alessio Vieno del Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione dell’Università di Padova. I due hanno compiuto specifiche ricerche. “Is Medicine Use for Nervousness Associated with Adolescent At-Risk or Problem Gambling?” e “The multiplicative effect of combining alcohol with energy drinks on adolescent gambling”.

La prima analisi si concentra sulla comunanza tra gioco d’azzardo e consumo di alcool, energy drink e medicinali per il nervosismo. Dipendenze che si intrecciano, causando gravi problemi proprio sui più piccoli.
In generale gli adolescenti sono un gruppo ad alto rischio di sviluppo di problemi relativi a gioco d’azzardo. I nostri coetanei sottostimano il rischio, la possibilità che si diventi dipendenti in tempi brevissimi e le ricadute sul lungo termine.

Parliamo di scommesse, sempre più frequenti anche tra i minorenni (ricordiamo che sono vietatissime per legge), ma anche le slot machines, ormai ritrovabili ovunque. Queste ultime spesso sono posizionate proprio nei bar, usati dai ragazzi anche per il resto dei pericoli, come cocktail da consumare giocando.
Gli effetti collaterali sono sia di salute che mentali, producendo una continua ricerca di sensazioni, impulsività da gioco, stress, nervosismo, dipendenza, rabbia e molto altro.

L’analisi è stata condotta dai ricercatori su 20.791 studenti italiani di 15 anni, altri 13.725 tra i 15 e i 19 anni.
Nel primo campione addirittura il 6% è risultato a rischio gioco d’azzardo o già problematici, nel secondo campion il numero si triplica, con il 19% dei casi.
Il complesso dei risultati mostra, come precedentemente commentato, che proprio in relazione al gioco si lega lo sviluppo di comportamenti insoliti che vedono il parallelo utilizzo di altri additivi.

Un pericolo che viene probabilmente sottovalutato sia dalle famiglie che dalle scuole, dove non è ancora sufficiente la prevenzione e la giusta informazione.

#FacceCaso

Di Umberto Scifoni

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