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WeWorld Index boccia l’Italia, l’istruzione fa acqua

WeWorld Index boccia l’Italia, l’istruzione fa acqua

WeWorld Index ha individuato nell'Italia uno dei Paesi con il tasso di povertà educativa ereditaria più alto. E senza istruzione la povertà non può di

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WeWorld Index ha individuato nell’Italia uno dei Paesi con il tasso di povertà educativa ereditaria più alto. E senza istruzione la povertà non può diminuire.

Avete mai sentito parlare del WeWorld Index? No? Beh, si tratta di uno strumento che è stato utilizzato negli ultimi 4 anni dalla Onlus WeWorld per misurare il livello di inclusione di bambini, bambine, adolescenti e donne nei vari Paesi del mondo.

Per fare ciò WeWorld si serve di una serie di indicatori e di varie interviste e testimonianze di milioni di persone alle quali è stata negata la possibilità di usufruire di alcuni diritti come ad esempio l’istruzione.

E a proposito di istruzione, attraverso la sua indagine WeWorld Index ha individuato nell’Italia uno dei Paesi con il livello di povertà educativa ereditaria più alto. In altre parole le condizioni economiche dei genitori incidono parecchio sull’andamento scolastico dei figli.

Nell’area meridionale (Sicilia, Campania, ecc.), dove ci sono le zone più povere della Penisola, per esempio, in media soltanto il 20% dei ragazzi ha la possibilità di laurearsi. Se entriamo un po’ più nel dettaglio scopriamo poi che coloro che rischiano maggiormente l’abbandono sono i maschi e che le femmine che vogliono dedicarsi alla matematica e alle scienze sono spesso ostacolate.

Ma WeWorld non si limita solamente ad individuare i problemi ma cerca di proporre anche delle soluzioni. In particolare, facendo riferimento ad un rapporto dell’Unesco, mostra come investire sull’istruzione sia fondamentale per ridurre la povertà.

Lo studio dell’Unesco, infatti, afferma che con un accesso generale alla scuola il numero dei poveri nel mondo scenderebbe dai circa 780 milioni attuali a circa 300 milioni. Ora, è vero che negli ultimi anni l’Italia ha aumentato i fondi destinati all’istruzione ma forse bisognerebbe FacceCaso anche a come essi vengono impiegati.

#FacceCaso

Di Gabriele Scaglione

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