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Maschio o femmina? Il libretto alias mette tutti d’accordo

Maschio o femmina? Il libretto alias mette tutti d’accordo

Per venire incontro alle esigenze dei propri studenti transgender diverse Università italiane stanno adottando il libretto alias. Vediamo di cosa si t

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Per venire incontro alle esigenze dei propri studenti transgender diverse Università italiane stanno adottando il libretto alias. Vediamo di cosa si tratta.

Deve essere brutto essere considerato ufficialmente maschio quando ci si sente già femmina o viceversa; deve essere brutto, per esempio, accorgersi che sul nostro libretto universitario è riportato un genere anagrafico che in realtà non ci appartiene, che non sentiamo veramente nostro.

Ciò accade spesso a quegli studenti che hanno scelto di intraprendere il percorso per la riassegnazione sessuale e che però non hanno ancora completato questa transizione. Succede spesso ma presto, fortunatamente, potrebbe non succedere più.

Diverse Università, fra cui quelle di Torino, Bologna, Venezia e Palermo, hanno infatti creato un libretto “speciale”, il cosiddetto libretto alias. Il libretto alias permetterà a tutti quei ragazzi che hanno iniziato la propria transizione di genere di richiedere l’attivazione di una carriera alias con un’identità provvisoria, in attesa del definitivo cambio di genere.

Lo scopo di questo documento, ideata qualche anno fa dall’associazione Anteros, è quello di offrire agli studenti transgender un ambiente di studio il più sereno possibile anche durante il loro graduale e difficile passaggio da un genere all’altro.

Insomma, un’idea genuina con cui gli atenei italiani stanno dimostrando di voler fare un passo verso tutti i loro iscritti. Un’idea che va appoggiata, sostenuta e perfino difesa perché ci sarà sempre qualcuno pronto ad attaccare il libretto alias. Ma è veramente giusto attaccare qualcosa che fa stare meglio altre persone? In altre parole prima di sparare (sentenze) pensa e FacceCaso.

#FacceCaso

Di Gabriele Scaglione

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