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Gli studenti del  Collettivo universitario di Napoli come La casa di carta

Gli studenti del Collettivo universitario di Napoli come La casa di carta

Le idee sono chiare: i ragazzi pretendono un incontro con il rettore dell'Università Federico II per discutere sul tema. #FacceCaso. Hai notato che i

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Le idee sono chiare: i ragazzi pretendono un incontro con il rettore dell’Università Federico II per discutere sul tema. #FacceCaso.

Hai notato che i social pullulano di maschere di Dalì e tute rosse? La moda del momento fa palesemente riferimento alla serie di Netflix La casa di carta. Per chi non la conoscesse (anche se stento a crederci) vede come protagonisti otto rapinatori seriali che hanno l’obiettivo di mettere a segno un’ambiziosa rapina alla zecca nazionale spagnola, presso Madrid e stampare 2400 milioni di euro.

I ragazzi del Collettivo autorganizzato universitario di Napoli si sono lasciati ispirare dal capolavoro Netflix per protestare contro il caro tasse. Gli studenti non vogliono organizzare una rapina, ma sperano d inscenare una vera e propria ventata universitaria che presto si estenderà anche ad altri atenei. 

Le idee sono chiare: i ragazzi pretendono un incontro con il rettore dell’Università Federico II per discutere sul tema.

Come si può giustificare un aumento delle tasse di 800€ se i servizi non sono migliorati? 

Tra le varie proposte si prevedono l’istituzione di una no tax area fino a 25mila euro, “come accade a Milano, Torino, Bologna, scaglionamento per i redditi sopra i 60mila euro, e che gli aggravi fiscali non cadano sulle spalle degli studenti con un reddito compreso fra i 35mila e i 50 mila euro”.

“Siamo in mobilitazione permanente l’aumento è insostenibile. Chiediamo un incontro con il rettore che, nonostante le richieste, non ha ancora dato ascolto agli studenti” ha spiegato Ciro.

Per Gennaro “Accusano gli studenti di essere evasori ma c’è una chiara volontà politica di ridurre costantemente i fondi per il diritto allo studio.  Nel Mezzogiorno c’è una frattura profonda tra opportunità di accesso allo studio e l’ennesimo sbarramento universitario”.

Ovviamente la seria incarna una vera e propria rivolta sociale alla Robin Hood che sfila un miliardo di euro dalle tasche dei ricchi per metterli a disposizione dei meno abbienti. Sarà davvero questo l’intento degli studenti? 

#FacceCaso.

Di Francesca Romana Veriani 

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