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Crema, si scrive videogame e si legge dipendenza

Crema, si scrive videogame e si legge dipendenza

Un ragazzo di Crema è caduto vittima della dipendenza dai videogame. E ora per lui tornare alla realtà sarà durissimo. Quando si parla di dipendenze

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Un ragazzo di Crema è caduto vittima della dipendenza dai videogame. E ora per lui tornare alla realtà sarà durissimo.

Quando si parla di dipendenze si fa riferimento soprattutto all’alcolismo o alla tossicodipendenza. Ciò nonostante esistono molte altre forme di dipendenza che vengono spesso sottovalutate o addirittura quasi ignorate.

Una di queste è la ludopatia, la dipendenza dal gioco. E con “gioco” si intende qualsiasi tipo di gioco, da quello d’azzardo ai videogame. Già, i videogame; ottimi per accompagnare le serate trascorse in compagnia degli amici ma molto pericolosi se se ne abusa.

Ne sa qualcosa un 14enne di Crema, in provincia di Cremona, che a causa della PlayStation ha finito quasi per sostituire il mondo reale con quello virtuale. Il ragazzo, infatti, non usciva più di casa, non andava più a scuola e trascorreva giornate intere da solo con la sua console.

Questa drammatica situazione è andata avanti per mesi, finché il tribunale dei minori, sollecitato dai servizi sociali, non ha deciso di portarlo in un centro di recupero. Da lì, dopo aver dato segni di miglioramento, ha spedito al giudice una lettera in cui prometteva di tornare a fare una vita normale.

Purtroppo, però, la normalità non era la caratteristica peculiare della sua famiglia. La madre, infatti, ha avuto diversi problemi con la droga e con la giustizia, mentre la sorella, dopo aver trascorso un breve periodo della sua vita in comunità, è scappata di casa insieme al fidanzato.

E così il ragazzo è caduto nuovamente nella spirale del gioco e probabilmente non ne sarebbe più uscito se non fossero nuovamente intervenuti i servizi sociali. Questi ultimi, in compagnia della polizia, sono andati a prenderlo a casa e mentre lo portavano via si sono accorti che il giovane non stava capendo nulla di ciò che stava accadendo.

Ebbene sì, alla fine per colpa dei videogiochi quel povero ragazzo aveva perso la cognizione del tempo e probabilmente anche qualsiasi contatto con l’esterno. Ora sarà portato nuovamente in comunità ma stavolta per lui il percorso di riabilitazione sarà lungo e faticoso, esattamente come l’ultimo livello di uno di quei videogame sui quali sfogava i suoi problemi personali e famigliari.

#FacceCaso

Di Gabriele Scaglione

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