Studentessa geniale, ma con troppe assenze a scuola. Il caso Valeria Cagnina

Studentessa geniale, ma con troppe assenze a scuola. Il caso Valeria Cagnina

Valeria Cagnina, liceale esperta di robotica, si è vista abbassare i voti dalla scuola per le troppe assenze. Come si conciliano le due cose? Cosa su

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Valeria Cagnina, liceale esperta di robotica, si è vista abbassare i voti dalla scuola per le troppe assenze. Come si conciliano le due cose?

Cosa succede quando sei una studentessa geniale, esperta perfino in robotica, ma proprio questo aspetto ti porta a mancare spesso a scuola? O l’istituto dove studi ti viene incontro, analizzando le motivazioni della minor presenza scolastica, o ti mette sullo stesso piano di tutti e ti penalizza.
Succede a molti ragazzi di vedere i genitori convocati e i voti abbassati per non seguire la scuola. A volte ci sono motivi personali o di salute, altre solo pigrizia e poca voglia di studiare.
Questo è un caso un filo più complesso.

Valeria Cagnina, 17 anni, è una piccola star della tecnologia. È stata digital champion e poi diventata esperta di robotica, già così giovane, da arrivare al Mit di Boston.
In Italia è all’estero spesso presentata come ospite d’onore di tutte le manifestazioni più importanti che si occupano di innovazione e tecnologia. Palchi internazionali, incontri scientifici importanti e un pedigree da vero genietto del futuro.

Insomma, non parliamo di una studentessa qualsiasi, più di un baby prodigio della tecnologia.

A questa età però bisogna anche seguire i percorsi scolastici nazionali, e infatti lei è iscritta all’istituto Volta di Alessandria. È emerso già al secondo anno il problema delle assenze, che nell’ultimo le ha presentato un conto abbastanza salato.
Le convocazioni ai genitori da parte della scuola, poi i voti riabbassati in pagella. Sei in matematica, sei in telecomunicazioni, sette in condotta. Otto in informatica, paradossale per una ragazza che a 11 anni ha progettato il primo robot.

Con tutte queste assenze le è stato prospettato il rischio di non essere ammessa all’esame di maturità.
Lei ha preso una decisione forte, ma importante. Studierà da privatista e in tal modo a giugno prenderà il diploma, anche se non sa ancora dove.
Si è aperto uno scontro acceso, anche via social, tra la madre Liliana Monticone (che ha pubblicato la pagella su Facebook) e la scuola.
Poi si sono presentate le motivazioni della dirigente scolastica, Maria Elena Dealessi.

“Ho ritenuto opportuno convocare i genitori di Valeria perché il Consiglio di Classe era preoccupato per le eccessive assenze dell’alunna. La convocazione era unicamente finalizzata a far capire che per sostenere la maturità il prossimo anno è necessaria una frequenza più costante. Per valorizzare la ragazza e consentirle di ottenere un buon voto la scuola ha bisogno della collaborazione della famiglia e quindi di una frequenza costante, per sostenere ad esempio le prove di simulazione, per essere preparata su tutte le materie d’esame, per trascorrere serenamente un anno scolastico impegnativo che richiede concentrazione e costanza. Dico sempre ai ragazzi che l’esame di maturità è l’unico che non si può ripetere e che comparirà sempre nel curriculum dell’alunno”.

Ma qui subentra allora un problema. Che posizione bisognerebbe prendere in questi casi? Il famoso “uno vale uno”, mettendo tutti gli studenti sullo stesso piano, è eticamente corretto. Ma ci sono fenomeni eccezionali dove devono, per forza di cose, subentrare altri elementi importanti in gioco. Uno di quei casi è una mente brillante, capace di far valere l’Italia nel campo scientifico già a un’età così precoce. Qui è dovere del nostro sistema educativo preservare ciò, e per una volta superare le regole burocratiche con un po’ di sana logica.

#FacceCaso

Di Umberto Scifoni

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