Auricolari spostatevi, arrivano i cerotti “smart”

Auricolari spostatevi, arrivano i cerotti “smart”

Una nota università sudcoreana ha messo a punto dei cerotti speciali che sembrano destinati a rimpiazzare gli auricolari nel giro di qualche anno. Ne

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Una nota università sudcoreana ha messo a punto dei cerotti speciali che sembrano destinati a rimpiazzare gli auricolari nel giro di qualche anno.

Nel corso degli anni gli auricolari sono diventati un elemento quasi indispensabile nella nostra quotidianità. Oggi ci accompagnano praticamente ovunque; quando andiamo a scuola, all’università, al lavoro o anche solo semplicemente mentre facciamo una passeggiata al parco.

E non è finita qui; oltre ad essere fonte di relax, le cosiddette “cuffiette” sono anche molto pratiche dal momento che ci consentono di parlare al telefono pure mentre stiamo guidando. Insomma separarcene sembra praticamente impossibile; eppure gli auricolari hanno ormai i mesi contati.

Già, perché la National Institute of Science and Technology di Ulsan (Corea del Sud) ha messo a punto delle nanomembrane trasparenti e flessibili che sono destinate a sostituire altoparlanti e microfoni. Non fatevi spaventare dal nome però, si tratta soltanto di cerotti “smart” che riproducono suoni e voci sulla nostra pelle.

In altre parole questi sottilissime membrane trasformeranno la cute delle persone, rendendola hi-tech e per cui molto simile a quella di un supereroe dei fumetti. Questa “mutazione” sarà resa possibile dal minuscolo reticolo di fili d’argento contenuto nei cerotti.

Ma perché parliamo di cerotti al plurale? Semplicemente perché ce ne sono due: uno funge da altoparlante, trasformando la variazione di pressione in onde sonore; l’altro funge invece da microfono e compie perciò il processo opposto, convertendo le onde sonore in segnali elettrici memorizzabili e riproducibili su smartphone e computer.

Entrambi possono essere applicati, ad esempio, sulla gola, dove il “cerotto microfono” riconoscerà le parole grazie al movimento delle corde vocali percepito attraverso la pelle. Insomma le nostre amate “cuffiette” potrebbero presto finire nel dimenticatoio, lasciando nel nostro cuore una ferita che solo un cerotto “smart” sembra essere in grado di curare.

#FacceCaso

Di Gabriele Scaglione

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