Tempo di lettura: 3 Minuti

In Corea del Sud l’Intelligenza Artificiale è una cosa…militare

In Corea del Sud l’Intelligenza Artificiale è una cosa…militare

Il centro di ricerca del KAINST, insieme ad Hanwha Systems, sta portando avanti un progetto per sviluppare l'Intelligenza Artificiale in campo militar

Vittime giovanissime a Monaco
Georgia, nelle università gli studenti potranno entrare armati
Texas: si alle armi nelle università

Il centro di ricerca del KAINST, insieme ad Hanwha Systems, sta portando avanti un progetto per sviluppare l’Intelligenza Artificiale in campo militare.

I computer conquisteranno il mondo. Qualche anno fa avremmo utilizzato questa frase semplicemente come tagline per un film di fantascienza ma ultimamente è diventata ideale per descrivere la realtà dei fatti.

D’altronde l’Intelligenza Artificiale sta progressivamente sostituendo quella umana in diversi settori lavorativi e sembra destinata a fare la stessa cosa anche in campo militare. Se ciò accadesse le conseguenze sarebbero devastanti e totalmente imprevedibili.

Ma d’altra parte il mondo deve andare avanti, continuando ad inseguire un perfezionamento che sembra come l’orizzonte: perennemente irraggiungibile. E allora ecco che il polo universitario per la ricerca scientifica del KAIST, in collaborazione con Hanwha Systems, cercherà di capire come utilizzare al meglio le cosiddette tecnologie di quarta generazione sui campi di battaglia del futuro.

Questo insieme di studi rientra nel progetto per lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale da applicare alle armi presentato lo scorso febbraio dal Korea Advanced Institute of Science and Technology e dalla società aerospaziale coreana leader nel settore della difesa.

L’obbiettivo del progetto è quello di arrivare a sviluppare ben quattro tecnologie basate sull’Intelligenza Artificiale che sono:

  • Un sistema di comando e controllo per i missili;
  • Un algoritmo per guidare i sottomarini senza equipaggio;
  • Una piattaforma per l’addestramento aeronautico;
  • Una tecnica per tracciare gli oggetti.

Il tutto cercando di non togliere il potere decisionale dalle mani dell’uomo che dovrà sempre avere l’ultima parola nelle decisioni finali delle IA per evitare che la macchina abbia il sopravvento sul suo creatore. La domanda è: fino a quando ciò sarà possibile? Fino a dove possiamo spingerci senza perdere la bussola? Non lo sappiamo, l’unica cosa che sappiamo è che bisogna FacceCaso.

#FacceCaso

Di Gabriele Scaglione

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0