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Giornata della memoria: cosa significa nel 2021 questo ricordo

Giornata della memoria: cosa significa nel 2021 questo ricordo

Ogni 27 Gennaio ricorre la Giornata della Memoria, eppure, ancora si parla di correnti neo-fasciste, siamo sicuri che non vi sia il bisogno di parlarn

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Ogni 27 Gennaio ricorre la Giornata della Memoria, eppure, ancora si parla di correnti neo-fasciste, siamo sicuri che non vi sia il bisogno di parlarne?

Dai recenti fatti di cronaca, come l’arresto del neofascista 22enne, alle idee politiche devianti, come la nascita di partiti  dichiaratamente di matrice nazi-fascista in Europa, ed in particolare l’ex CasaPound in Italia, si evince come ci sia ancora il bisogno di parlare della Giornata della Memoria nel 2021.

Difatti, il cinema americano ci ha abituati ad una realtà di giovani ispirati dalla forza di gruppo, che ostentano una supremazia basata su un preconcetto di “razza” e sembra che questa situazione non possa appartenere allo spettatore, e che sia solo cibo per creare audience.

Si tratta dei suddetti: Neofascisti, Neonazisti, Naziskin, Skinhead, tanti i nomi vengono loro attribuiti, gli stessi che si propongono promotori e prosecutori delle idee nazi-fasciste al fine di diffondere odio e mentalità da squadrismo tossico.

Eppure in questi film, gli estremisti trovano sempre una via d’uscita, ricordiamo un Edward Norton in American History X che cerca di uscirne disperatamente, oppure un Ryan Gosling in The Believer che si redime studiando la cultura che ha sempre odiato.

Ma come fa un’ideologia tanto retrograda e xenofoba, e che include tale brutalità, a diffondersi con tale forza ?

Citando Leonardo Di Caprio in Inception: “Qual è il parassita più resistente? […]Un’idea. Resistente, altamente contagiosa. Una volta che un’idea si è impossessata del cervello è quasi impossibile sradicarla.”

Così si potrebbe effettivamente pensare che l’istituzione di una Giornata della Memoria non trovi attinenza con la realtà, basti pensare all’omicidio di Willy, oppure al gruppo di telegram del suprematista Andrea Cavalleri, seguito da più di 400 persone che stavano ideando un attentato…

E si cerca un capro espiatorio a cui dare la colpa di queste insorgenze, tra le vecchie generazioni che puntano il dito contro i videogiochi violenti, i cantanti trap, la cinematografia, fino ad incolpare gli influencers, ricordiamo di alcuni politici che hanno puntato il dito contro i Ferragnez, poiché questi non avrebbero fatto abbastanza per i giovani.

Nella ricerca del colpevole, la partita di ping pong si infuoca, scagliando la pallina da un punto ad un altro, ma non sarà una spasmodica ricerca di un capro espiatorio? Ed è vero che per scardinare un’ideologia tanto insita, parassita e tossica bisogna scovarne l’origine, ma con questa modalità non si sta continuando ad ignorare il problema? Non lo si sta forse sottovalutando?

Basta davvero la Giornata della Memoria?

#FacceCaso

Di Alessia Sarrica

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