Tempo di lettura: 2 Minuti

C’è un problema con l’università italiana?

C’è un problema con l’università italiana?

Professori, esperti, analisti e ricerche rivelano come l’università italiana si stia rimpicciolendo rispetto a 10 anni fa. Sono problemi che pagheremo

Calcio e università insieme, opportunità per gli studenti
Ambientalismo a teatro: intervista ad una “attrice per caso”
L’Europa che Vogliamo

Professori, esperti, analisti e ricerche rivelano come l’università italiana si stia rimpicciolendo rispetto a 10 anni fa. Sono problemi che pagheremo nei prossimi anni.

L’università italiana è spalle al muro, e deve cambiare. Lo avevano rivelato i dati del rapporto Fondazione Red di due anni fa, ma lo confermano professori e analisti.
C’è un problema con il nostro sistema accademico, derivante dalla crisi del 2008. Le università in 10 anni hanno perso il 20% del loro bacino, diventando più piccola ed esclusiva.

Non ha aiutato una riduzione complessiva del servizio. Basti pensare che tra 2008 e 2016 il numero dei docenti è passato da 63mila a 49mila, con un blocco dei turnover determinante, che ha rimpicciolito anche i corsi.

Non vale nemmeno più il discorso di occupazione inutile da parte degli studenti, essendo in calo il numero dei fuoricorso, anche per un discorso legato ai costi per mantenere gli studi accademici.
Un taglio dei fondi continuo, perpetuo e susseguitosi con tutti i governi, che hanno portato tra l’altro a una dipendenza per il 30% da fondi privati, sbilanciandosi verso il centro nord.

E chi è che paga maggiormente? I ceti meno abbienti sono stati quelli maggiormente colpiti da questa “crisi” di sistema. Da qualche parte bisogna tagliare, e purtroppo spesso si comincia dagli studi.
Un intervento sarebbe necessario, ma ad oggi il percorso di decrescita pare inarrestabile.

#FacceCaso

Di Umberto Scifoni

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0