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Problemi di ciclo: ci si può fidare delle app?

Problemi di ciclo: ci si può fidare delle app?

Le app sono utili per osservare i cambiamenti del proprio corpo nel corso del ciclo mestruale oppure per rendersi conto dei ritardi, ma non sono affid

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Le app sono utili per osservare i cambiamenti del proprio corpo nel corso del ciclo mestruale oppure per rendersi conto dei ritardi, ma non sono affidabili al 100%. #FacceCaso. 

Quante di voi usano un’app per monitorare il proprio ciclo? Sono sicura che sarete tantissime, se non tutte. Esistono più di mille software di questo tipo nel mercato digitale. Io uso Life, ma ho sentito parlare di P.C., Flo, Clue e molte altre.

La prima app in assoluto ad ottenere nel 2017 la certificazione come contraccettivo in Europa è stata Natural Cycles. Si tratta dell’unica applicazione che ha ottenuto l’approvazione dalla Food and Drug Administration (FDA) americana. Ma secondo te, ci si può fidare?

Ci sono pareri discordanti al riguardo. Le app più semplici richiedono di inserire la data di arrivo delle mestruazioni ogni mese. Le più complesse prevedono un monitoraggio giornaliero dei segnali fisiologici che suggeriscono l’arrivo dell’ovulazione. Per un calcolo accurato del periodo fertile, è necessario tenere sotto controllo la temperatura basale, ad esempio, poiché in concomitanza dell’ovulazione, tende ad aumentare di poco. 

Ovviamente funzionando ad algoritmi per l’intelligenza artificiale, più dati inseriamo, più è possibile ottenere un profilo personalizzato. Ciò comporta una migliore previsione sull’andamento del ciclo. Il machine learning ha fatto passi da gigante in questo campo e grazie all’utilizzo di metodi statistici, le previsioni sono sempre più attendibili. 

Bastasse così poco per non rimanere incinta o viceversa, non ci sarebbe più bisogno di andare dal ginecologo. La verità è che è sempre meglio affidarsi ai controlli regolari del medico. Le app sono utili per osservare i cambiamenti del proprio corpo nel corso del ciclo mestruale oppure per rendersi conto di ritardi, ma non sono affidabili al 100%.

#FacceCaso. 

Di Francesca Romana Veriani

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