Viareggio, quando la tecnologia a scuola è un mostro da sconfiggere

Viareggio, quando la tecnologia a scuola è un mostro da sconfiggere

Un liceo classico di Viareggio ha deciso di condurre la propria battaglia contro la tecnologia a colpi di divieti. E il ministro Bussetti... Siamo ne

Social Week: il meglio della settimana
L’ Italian Challenge Bowl 2017 è stato vinto da Rosalia Lo Bue e Francesco Rappisi
L’appello delle università di Milano: “Più soldi per il diritto allo studio”

Un liceo classico di Viareggio ha deciso di condurre la propria battaglia contro la tecnologia a colpi di divieti. E il ministro Bussetti…

Siamo nella pittoresca e (quasi sempre soleggiata) Viareggio. Poco meno di un mese fa vi avevamo parlato di un liceo della provincia di Piacenza che era riuscito a vincere la propria battaglia contro l’uso dei cellulari in classe. Lo aveva fatto grazie all’utilizzo di una tasca schermante che, in pratica, mette in gabbia gli smartphone degli studenti.

Quest’iniziativa, ovviamente, non ha fatto molto piacere al ministro Bussetti che, così come la sua predecessora Valeria Fedeli, si è più volte detto favorevole ad un uso costruttivo del cellulare in classe. Quella emiliana, però, non è l’unica scuola che non la pensa come il capo del MIUR.

Il preside del Liceo Classico “Carducci” di Viareggio, ad esempio, ha fissato delle norme a dir poco ferree per regolamentare l’utilizzo degli smartphone all’interno delle mura scolastiche. In base a questo regolamento i ragazzi potranno sì usare il proprio cellulare a ricreazione, ma solamente su esplicita autorizzazione di un docente, di un dirigente scolastico o di un membro della segreteria.

Insomma, in quest’istituto di Viareggio siamo ben lontani dallo sfruttare la tecnologia a scopo didattico come vorrebbe Bussetti. Anzi, il preside del Liceo “Carducci” sembra determinato a combattere l’abuso degli smartphone da parte degli studenti e non solo.

Anche i professori, infatti, dovranno dare il buon esempio, evitando di utilizzare i propri dispositivi elettronici per motivi personali durante le lezioni. I ragazzi di Viareggio, quindi, non sentiranno più la frase “Scusate, devo tenerlo acceso perché aspetto una chiamata importante”.

D’ora in poi di acceso ci sarà soltanto il cervello, con buona pace di Bussetti&Co e sperando che qualcosa possa finalmente cambiare all’interno di un sistema scolastico ormai inevitabilmente congelato. Davvero però.

#FacceCaso

Di Gabriele Scaglione

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0