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Caso AfroNapoli, intervista esclusiva ad un membro dello staff afronapoletano

Caso AfroNapoli, intervista esclusiva ad un membro dello staff afronapoletano

Dopo la risoluzione del caso AfroNapoli, abbiamo contattato Guido Boldoni, un afronapoletano doc che ci ha detto la sua su questa storia. Nei giorni

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Dopo la risoluzione del caso AfroNapoli, abbiamo contattato Guido Boldoni, un afronapoletano doc che ci ha detto la sua su questa storia.

Nei giorni scorsi ha fatto molto discutere la vicenda della calciatrice Titty Astarita, ex capitana della squadra femminile dell’AfroNapoli che è stata allontanata dalla rosa dopo essersi candidata alle comunali di Marano con una lista civica di centro-destra, in coalizione con la Lega Nord di Salvini.

Per chi non lo sapesse l’AfroNapoli United è una società calcistica nata nell’ottobre del 2009 con l’intento di promuovere attraverso lo sport l’integrazione tra italiani e immigrati. E in questo contesto la candidatura di Titty con una lista legata agli ideali di destra in effetti stonava un po’.

Alla fine, comunque, la faccenda si è risolta con la scissione della squadra femminile, le cui giocatrici hanno fondato una nuova società: la Indipendent Women. Noi di FacceCaso abbiamo contattato Guido Boldoni, responsabile del settore giovanile e gestore di Animo Afronapoletano (seconda pagina Facebook della squadra) e gli abbiamo chiesto di dirci la sua su questa storia.

Guido, da persona interna all’ambiente che idea ti sei fatto di questa vicenda?

Diciamo che il caso è stato montato ad arte perché la storia non è stata ben approfondita da parte dei media e di questo siamo molto tristi. E altrettanto triste è stato l’epilogo di questa vicenda perché, al di là delle sue posizioni e delle sue scelte, Titty rimane una ragazza a modo che ha sempre sostenuto il progetto afronapoletano e che si è sempre dimostrata legata a questa maglia. Ci sarebbe piaciuto se si fosse risolto tutto con un accordo tra le parti ma purtroppo la situazione è sfuggita di mano.

Sei d’accordo con le parole dell’ex commissario della FIGC Roberto Fabbricini che, in merito a questa storia, ha detto che “lo sport dovrebbe sempre prevalere su inclinazioni di natura politica”?

Non sono molto d’accordo perché anche a livello mondiale ci sono diverse società calcistiche che hanno fondamenti politici; pensiamo per esempio al Barcellona, che ha sempre appoggiato la battaglia politica della Catalogna. Questo accade per un semplice motivo: perché lo sport è legato ad un espressione del territorio; e io credo che gli ideali politici possano rappresentare anche una spinta per una squadra, ovviamente nei limiti della democrazia ed evitando contrasti tra le tifoserie.

Il presidente della Lega Nazionale Dilettanti Cosimo Sibilia si è detto soddisfatto della risoluzione del caso e ha aggiunto che secondo lui ha vinto il dialogo. L’AfroNapoli, però, non è uscita un po’ sconfitta da questa vicenda visto che quest’anno non avrete una squadra femminile di calcio a 11?

Ovviamente ci dispiace perché la squadra femminile per noi rappresentava un tassello importante ma la matrice rosa comunque ci sarà anche quest’anno, visto che abbiamo una squadra di calcio a 5 che ha appena vinto il campionato di Serie C. Più che altro ci dispiace a livello umano perché tutte le ragazze erano profondamente legate all’AfroNapoli.

Vuoi dire qualcosa al Ministro dell’Interno Matteo Salvini, che ha detto che la vostra società gli fa tristezza?

Io posso dire solamente che Napoli rappresenta un avamposto di accoglienza e di antirazzismo, visto che nel territorio, oltre all’AfroNapoli, ci sono anche molte altre realtà che si occupano di integrazione. In ogni caso mi auguro che il governo possa fare qualcosa di concreto per risolvere i reali problemi del Paese, come i disastri ambientali e le scarse opportunità lavorative per i giovani. Alla fine voglio sperare che da questa storia ne usciremo tutti quanti più maturi.

#FacceCaso

Di Gabriele Scaglione

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