La violenza di genere e il mistero di dove finiscono i fondi per combatterla

La violenza di genere e il mistero di dove finiscono i fondi per combatterla

I fondi per combattere la violenza di genere ci sono eccome, eppure non vengono utilizzati, e anche quando vengono utilizzati non sappiamo esattamente

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I fondi per combattere la violenza di genere ci sono eccome, eppure non vengono utilizzati, e anche quando vengono utilizzati non sappiamo esattamente come.

Una ricerca di monitoraggio di ActionAid sui fondi per combattere la violenza di genere mette in luce uno scenario abbastanza drammatico e decisamente poco chiaro. Il monitoraggio di cui vi paro è focalizzato sul “Piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere 2015-2017”, quella delle 2013 che venne rinominata “Legge sul femminicidio”.

Il “femminicidio” esiste?

Non servirebbe neanche dirlo, ma è meglio sempre sottolinearlo: la violenza di genere, le disparità in tutti gli ambiti basate sul sesso, e infine anche il così detto “femminicidio”, purtroppo esistono. Il fenomeno non deve essere sottovalutato o sminuito, e l’argomento si affronta ancora troppo poco. Giusto per argomentare il tutto con un po’ di dati concreti posso dirvi che solo in Italia tra il 2000 e il 2018 sono state uccise 3100 donne (fonte: Eures). Sapete che vuol dire? TRE a settimana. E, ovviamente, si parla di omicidi perpetrati da padri, (ex) mariti, (ex) compagni, fidanzati, conviventi, ecc…

Inoltre, questo numero non è certo esaustivo. Non dimentichiamoci di tutte le donne che ogni giorno sono vittime di violenza, che sia fisica, verbale o psicologica. Secondo i dati Istat, queste donne in Italia sono il 6,7 milioni di quelle comprese tra i 17 e i 70 anni, che significa il 31,5%. Pensiamoci.. un terzo delle donne.

Parliamo dei fondi (non) spesi…

Per la “Legge sul femminicidio” vennero stanziati la bellezza di 85.774.736 euro per il triennio che andava dal 2015 al 2017. Ciò che risulta oggi, è che che di quell’ammontare ne sono stati spesi solamente 30,8 milioni che sarebbero solo il 35,9% de totale. Mi sembra un po’ pochino, no?

Ma il bello deve ancora arrivare, perché dei 30,8 milioni spesi non si riesce a definire con chiarezza il “come” siano stati utilizzati. Ma perché non sono stati utilizzati? Di chi è questa responsabilità? Sicuramente buona parte della colpa ricade sulle Regioni, perché in base al principio di sussidiarietà dovrebbero proprio essere questi organi a implementare le infrastrutture dedicate. Infatti per esempio, solo il 25,9% dei fondi destinati all’implementazione dei centri anti-violenza e delle case rifugio è stato liquidato.

Secondo ActionAid il vero problema sarebbe la mancanza quasi totale di monitoraggio. Per cercare di capirne di più è stato creato un indice (da a 30) finalizzato a capire il livello di trasparenza con cui operano le Regioni in questo ambito e i risultati non appaiono di certo positivi. Solo per fare un esempio, la Basilicata ha totalizzato ben 0 punti trasparenza classificandosi come la Regione meno trasparente. Ovvero non si ha la più pallida idea di dove siano finiti i fondi destinati a combattere la violenza di genere. Invece le Regioni più trasparenti sono le Marche con 23 punti e il Piemonte con 30 punti.

Queste informazioni sono particolarmente tristi, perché significa che ogni giorno donne e ragazze di tutte le età che hanno bisogno di aiuto e sostegno non ne possono beneficiare. Nonostante ci siano fondi statali a disposizione.  

#FacceCaso

Di Chiara Zane

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