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Assunzioni all’Università? Vince il Nord

Assunzioni all’Università? Vince il Nord

Specialmente a seguito del nuovo Decreto firmato dal Governo, per quanto riguarda il tema delle assunzioni negli Atenei, purtroppo, non c'è partita tr

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Specialmente a seguito del nuovo Decreto firmato dal Governo, per quanto riguarda il tema delle assunzioni negli Atenei, purtroppo, non c’è partita tra Nord e Sud.

Niente da fare. L’Italia è questo. Un continuo “derby” (inutilissimo) tra Nord e Sud. Questa tristissima condizione viene accentuata quando si parla di Scuola e Università. Manco te lo dico quando si parla di assunzioni. Il nuovo decreto del Governo sugli Atenei più virtuosi, vuoi o non vuoi, ha accentuato le già molto presenti differenze tra la parte alta e quella più vicina all’Africa del nostro stupendo Paese. Per non parlare del ricambio generazionale, vero fulcro di questo articolo. Propongo (che non me ne vogliano i matematici) un’equazione semplice semplice: – debiti = + fondi e + fondi = + assunzioni e, quindi, + assunzioni = – vecchi e + giovany.

Benvenuti al Nord

Doverosa precisazione. I parametri individuati dal Governo per conferire agli Atenei la possibilità di assumere oltre il 100% sono 2:

  1. Spesa per il personale inferiore all’80%
  2. indicatore di sostenibilità economico-finanziaria superiore a 1

Stando a questi numeri, su 63 Università, solamente 36 sono ritenute “meritevoli” e, quindi,

    • 73% di quelli del Nord
    • 50% di quelli del Centro
    • 48% di quelli del Sud

Benvenuti al Sud

Qui la situa è un pelino differente. Passiamo da Università come quella del Salento con il turnover fermo al 57% a quella di Chieti-Pescara che addirittura raddoppia le assunzioni per i propri pensionati. E cito solo alcuni esempi. Il tutto, nonostante Marco Bussetti abbia dichiarato: “Le assunzioni torneranno a crescere e non ci si limiterà al solo ripristino del turnover. Consentire nuove assunzioni è importante per garantire la qualità dell’offerta formativa delle nostre università”.

Come suggerisce Alessio Bottalico, il coordinatore nazionale di Link Coordinamento universitario, forse devi fare caso ad una cosa: “Secondo l’ultimo rapporto Eurydice, siamo il Paese in cui le tasse universitarie sono tra le più alte in Europa e gli studenti esonerati dal pagamento rappresentano solo il 13% contro il 32% della Francia e il 30% della Spagna”.

Presa a male.

#FacceCaso

Di _Riccardo Zianna_

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