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Scuola italiana: 1 docente su 5 è supplente

Scuola italiana: 1 docente su 5 è supplente

Mai così tanti, più di 160 mila, i docenti "non di ruolo" che insegnano nella scuola italiana. La Cisl rispolvera il "doppio canale" di Mattarella. S

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Mai così tanti, più di 160 mila, i docenti “non di ruolo” che insegnano nella scuola italiana. La Cisl rispolvera il “doppio canale” di Mattarella.

Siamo tornati indietro nella scuola italiana. Era da 70 anni, infatti, che non si vedeva un numero di supplenti così alto:
oltre 164 mila, uno ogni cinque docenti. Un numero enorme se si pensa che chi lavora come supplente non ha, molto spesso, un contratto adeguato.

Solo nel 2018/2019 sono 11 mila i nuovi docenti che non risultano iscritti in nessuna graduatoria “ufficiale, né in quelle dei precari storici (le graduatorie provinciali ad esaurimento) né in quelle d’istituto”, secondo dati della “Repubblica”.

Dati emessi dalla stessa Cisl scuola, che nei giorni scorsi ha persino pubblicato un dossier. Nel documento si legge che “la carenza di insegnati nelle graduatorie, in particolar modo in alcune regioni del Nord, ha fatto sì che ben 10.806 contratti siano stati stipulati facendo ricorso alla cosiddetta “messa a disposizione”.

Cosa significa “messa a disposizione”?

Questo termine, si legge sempre sul dossier, indica “la stipula di un contratto a termine con aspirante non incluso nelle graduatorie dell’istituto, ma che ha segnalato la propria disponibilità a lavorare, avendone i titoli”.
Tradotto: ho necessità di lavorare, fate di me ciò che credete. Una scena che risulta essere sempre più familiare a chi osserva il mondo del lavoro odierno.

Cosa ci aspetta l’anno prossimo?

Nulla, o meglio, si rischia di peggiorare la situazione vigente. I concorsi sono lenti e incontrano numerose difficoltà negli Uffici scolastici regionali nel formare le commissioni giudicatrici. Tanto che, riporta sempre “Repubblica”, “la Cisl starebbe pensando di rispolverare il cosiddetto “doppio canale”: chi si trova nelle graduatorie d’istituto e racimola tre anni di supplenza entra in una lista da cui verranno reclutati i neo immessi in ruolo”.

Una legge che porta il nome di Sergio Mattarella, allora Ministro dell’Istruzione. Era il 1989.

#FacceCaso

Di Giulio Rinaldi

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