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L’attività fisica a scuola, qualcosa di “fonda-mentale”

L’attività fisica a scuola, qualcosa di “fonda-mentale”

Da una ricerca recentemente effettuata oltreoceano è emersa un'interessante correlazione tra l'attività fisica e quella mentale. Qualche mese fa vi a

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Da una ricerca recentemente effettuata oltreoceano è emersa un’interessante correlazione tra l’attività fisica e quella mentale.

Qualche mese fa vi avevamo parlato di come l’educazione fisica e l’attività fisica in generale sia ormai diventata una materia di seconda fascia nelle scuole italiane. Da uno studio che risale al 2013 emergeva infatti la tragica situazione del nostro Paese, il peggiore in Europa per ore scolastiche dedicate all’attività motoria.

Da allora il quadro non sembra essere cambiato, anzi se vogliamo è addirittura peggiorato visto lo stato in cui versano le palestre di diversi istituti nostrani, totalmente inadatte ad ospitare qualsiasi tipo di esercizio fisico. Esercizio che a quanto sembra non farebbe bene soltanto al corpo.

Una ricerca recentemente supervisionata dal governo degli Stati Uniti ha difatti mostrato come i bambini che praticano frequentemente attività ricreative sviluppino una capacità di concentrazione migliore rispetto a quella di loro coetanei un po’ più “sedentari”. Questo, naturalmente, incide anche sul loro rendimento scolastico, che finisce per essere decisamente superiore alla media.

Un risultato, insomma, che sembra sposarsi perfettamente con il pensiero degli antichi, sintetizzato dalla massima di Giovenale “Mens sana in corpore sano”. Ciò nonostante risulta tuttora complicato stabilire quale collegamento ci sia tra un’attività di tipo fisico ed una di tipo mentale.

Alcuni esperti sostengono che l’esercizio fisico attivi una zona del cervello in grado di produrre la BDNF, una proteina che fa crescere le cellule nervose. Altri, invece, ritengono che l’attività fisica inneschi circuiti neuronali sui quali poi si sviluppano diverse facoltà intellettuali.

Insomma, una verità assoluta in merito non esiste. Quel che è certo, però, è che la scuola italiana non può continuare a sottovalutare l’importanza di una materia apparentemente superflua ma, a quanto pare, fondamentale come l’educazione fisica. Basta luoghi comuni, è il momento di dare all’attività motoria il lustro e soprattutto le ore che ha dimostrato ampiamente di meritare.

#FacceCaso

Di Gabriele Scaglione

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