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Università “carbon neutral” entro il 2030

Università “carbon neutral” entro il 2030

Oltre 7mila università ed istituti dichiarano l’emergenza climatica ed aderiscono al progetto "carbon neutral". Per la prima volta, diversi istituti

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Oltre 7mila università ed istituti dichiarano l’emergenza climatica ed aderiscono al progetto “carbon neutral”.

Per la prima volta, diversi istituti d’istruzione superiore in tutto il mondo si uniscono per impegnarsi collettivamente nell’affrontare l’emergenza climatica. È l’ONU, con una lettera stilata da The Alliance for Sustainibility and Leadership in Education and Second Nature, parte dell’autorità non governativa UN Environment’s Youth and Education Alliance, a lanciare l’appello di unirsi a questa prima iniziativa “carbon neutral”, con l’intento di andare incontro all’Higher Education Sustainibility Initiative.
Come dichiara Inger Andersen, direttore esecutivo del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP), la necessità di un tale piano per l’ambiente urge:

“Non c’è più tempo da perdere. Sono gli stessi giovani di tutto il mondo a ritenere per primi che gli istituti d’istruzione abbiano impiegato troppo tempo per rispondere all’attuale crisi climatica. Ciò che insegniamo plasma il futuro. Per questo accogliamo con favore l’impegno delle università a diventare neutrali dal punto di vista climatico entro il 2030 ed a intensificare i loro sforzi nei loro campus.”

Il piano

Il progetto pensa ad una maggiore sostenibilità da parte degli istituti d’istruzione a partire dal tipo di strutture degli edifici e campus, che si vuole rendere entro il 2030, non più tardi del 2050, completamente “carbon neutral”. L’idea va però anche oltre gli aspetti materiali delle strutture, perché per raggiungere un tale cambiamento è richiesto per primo l’impegno collettivo di un’intera comunità, cosciente della questione, pronta ed istruita per collaborare. Per questo il piano include:

  •  la mobilitazione di più risorse per la ricerca sui cambiamenti climatici orientata all’azione e alla creazione di nuove competenze
  •  l’incremento di educazione ambientale
  • sostenibilità attraverso programmi di studio, campus e interventi nelle comunità

I primi risultati concreti

Risultati importanti sono già stati realizzati da tante università. Ad esempio, l’Università di Strathmore (Kenya) ha trovato il modo di funzionare a energia pulita e ha creato il proprio sistema di rete fotovoltaica da 600 kilowatt. La Tongji University (Cina) ha investito in modo significativo nella realizzazione di un curriculum di educazione sostenibile.
Particolarmente meritevole l’American University (USA), prima università a stringere un accordo del genere nel 2010 ed a essere già diventata una struttura “carbon neutral“,due anni prima del previsto (2020). Diventare “carbon neutral” vuol dire ad esempio raggiungere un’emissione di gas pari a 0 e consumare unicamente energie rinnovabili. In pratica, è come se si togliessero 10’000 macchine dalla strada. Così, l’A.U si assume la sua responsabilità rendendosi un esempio anche per gli altri istituti.

La Toscana

In Italia è in prima fila la Toscana, che collabora con le università del suo territorio e l’Istituto Sant’Anna. In particolare, è partito il progetto“Toscana Green 2050” con la collaborazione scientifica del Dipartimento di ingegneria dell’Università di Pisa, dove ci si focalizza sulla geotermia, principale fonte rinnovabile disponibile in Toscana. Infatti, l’obiettivo è quello di essere autosufficienti nella produzione di energie rinnovabili, così da essere completamente indipendenti dalle fonti fossili.

#FacceCaso

Di Costanza Panti

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