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Il futuro della lingua italiana è in mano alle donne

Il futuro della lingua italiana è in mano alle donne

I dati Istat confermano la tendenza sottolineata anche dall'OCSE: a ogni età le donne leggono più degli uomini. Il futuro della lingua è nelle loro ma

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I dati Istat confermano la tendenza sottolineata anche dall’OCSE: a ogni età le donne leggono più degli uomini. Il futuro della lingua è nelle loro mani.

I dati OCSE della settimana scorsa lo avevano già sottolineato. Il generale peggioramento dei dati registrati tra gli adolescenti nella lettura e comprensione dei testi, vede comunque una netta differenza tra ragazzi e ragazze. Queste ultime, secondo la rilevazione, vanno leggermente meglio dei coetanei. E ora lo certifica anche l’Istat. In Italia le donne, a qualunque età, leggono più degli uomini. In particolare, le teenager risultano le lettrici più accanite. Il futuro della lingua italiana è in mano loro.

Nel rapporto di fine anno sulla produzione e lettura dei libri nel nostro paese, l’Istituto di Statistica certifica che circa il 60% del campione femminile tra gli 11 e i 19 anni ne ha letto almeno uno per diletto. Il 20% in più della media generale sull’intera popolazione nazionale.

Certo uno solo non è molto, in effetti. Ma è pur sempre una buona base per far ripartire un settore che sta scivolando verso livelli di disinteresse preoccupanti. Solo le donne riescono a tenere alto il livello di galleggiamento. Da oltre trent’anni il divario tra lettori e lettrici è ampiamente sopra i 10 punti percentuali. Tra le persone che leggono abitualmente, la quota delle over 55 è l’unica a scendere sotto il 50%, mentre nessuna fascia d’età maschile raggiunge la metà. L’unico incremento (+4%) è nei giovani tra i 25 e i 34 anni.

Questa maggior confidenza con i libri emerge di conseguenza anche nei risultati degli invalsi scolastici. 25 i punti di differenza tra femmine e maschi, con una presenza delle ragazze tra i top performer dei test sensibilmente più alta. Per contro, nel 25% di coloro che hanno dimostrato carenze nella comprensione del testo il numero dei ragazzi è maggiore.

I dati, ad ogni modo, sono molto influenzati anche da altri fattori. Contesti sociali e familiari in primis. E qui il divario tra Nord e Sud si fa sentire. Nel settentrione, pur con le dovute differenze tra varie aree, si legge molto di più. Il 49% ha aperto almeno un libro nell’ultimo anno. In Sicilia (il dato peggiore) solo il 24,9% ha fatto lo stesso. Se poi in famiglia entrambi i genitori leggono con costanza allora gli under 18 che ne seguono le impronte sono quasi l’80%. Viceversa, se mamma e papà non sono lettori, solo il 36,2% dei figli lo farà almeno una volta l’anno.

 

#FacceCaso

Di Tommaso Fefè

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