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Sexting e videochat… il (triste) sesso ai tempi del coronavirus

Sexting e videochat… il (triste) sesso ai tempi del coronavirus

Moltissimi giovani eccellono nell'arte del sexting. Ma i trentenni e i quarantenni? Ce lo siamo chiesti in questa micro indagine. “Ao” “Eh” “Ma

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Moltissimi giovani eccellono nell’arte del sexting. Ma i trentenni e i quarantenni? Ce lo siamo chiesti in questa micro indagine.

Ao

Eh

Ma tu lo hai mai messo un preservativo ad un cellulare?”

No, ma serve?”

Boh, dice di proteggersi sempre. E co sto coronavirus, anche dippiù. Magari le infezioni passano attraverso lo schermo.”

Vabbè, forse hai ragione. Dai mettiglielo che iniziamo…

Esagerata. Certo. Ma me la immagino un po’ così una conversazione tra due trentenni che fanno sesso al telefono, ai tempi del coronavirus. Un po’ surreale, un po’ “strana” (alla Ivano e Jessica di verdoniana memoria), un po’ impacciata.

Perché, diciamocelo, fino a oggi a mandare seni, peni e vagine per cellulare erano soprattutto i “ragazzini”. Quelli nati col telefonino in mano, quelli che tra una instagrammata e una snapchata (perdonate i neologismi, chi vi scrive è anziano inside) riescono a fare quattordici cose insieme, salvo viversi davvero quello che gli sta accadendo sotto gli occhi.

E i poveri trentenni, quarantenni, loro no. Facevano sesso come si usava una volta. Un corpo contro l’altro, un su e un giù e via. “Il dolce su e giù” lo chiamava Alex, il protagonista di Arancia Meccanica. Eh, bei tempi. Gli odori, le sensazioni… roba antica. Oggi, per ora, per adesso, per domani e dopodomani, tutto è cambiato però.

Lei/lui, se non ci vivi insieme, non la/lo puoi vedere. La chiami. Lo chiami. La chiami. Lo chiami. Ecchepalle non la posso solo sentire, qualcosa mi dovrò pure inventare di nuovo! E il tuo nuovo diventa semplicemente il vecchio-nuovo dei sedicenni: sexting e video erotici. Il tutto inviato mentre la nonna ti chiede sull’altra chat:

Angelo bello di nonna, come stai? Mangi o stai sciupato?”, così che quel briciolo di voglia che avevi l’hai già pure perso. Ma continui, imperterrito, ci provi.

Perché al tempo del coronavirus, il sesso si fa così. Se sei capace bene, se non lo sei, lo devi diventare per forza. O ritorni vergine.

Che poi, se ci pensi bene, non è manco così male. Perché quando poi vi rivedrete, e se Peppe Conte lo vuole lo farete, allora potrai riprendere le vecchie maniere. E il messaggino porno rimarrà soltanto l’ennesimo brutto ricordo di una primavera del ’20 demmerda.

#FacceCaso

Di Giulio Rinaldi

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