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Decreto Rilancio feat. Scuola & Università: ripartiamo bene (?)

Decreto Rilancio feat. Scuola & Università: ripartiamo bene (?)

Ieri il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha parlato del Decreto Rilancio, che toccherà anche scuola e università. Ecco in che modo. Ieri sera,

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Ieri il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha parlato del Decreto Rilancio, che toccherà anche scuola e università. Ecco in che modo.

Ieri sera, intorno alle 20:00, il nostro premier Giuseppe Conte è tornato a far battere i cuori delle sue bimbe presentandosi in conferenza stampa 17 giorni dopo l’ultima volta. In diretta da Palazzo Chigi, il Presidente del Consiglio ha parlato del Decreto Rilancio, sciorinando numeri su numeri.

In mezzo a questo marasma di cifre e tra uno sguardo seducente in macchina e l’altro, Conte ha però parlato anche di Università. Una piccola parte dei 55 miliardi di euro che il governo ha stanziato per permettere all’Italia di fronteggiare la crisi post-pandemia sarà destinata al mondo accademico.

Gli atenei potranno infatti beneficiare di 1,4 miliardi di euro. Soldi che verranno in parte reinvestiti nell’assunzione di 4000 nuovi ricercatori, divenuti improvvisamente fondamentali (meglio tardi che mai) per le sorti del Paese (e non solo). Per sostenere la ricerca, è stato inoltre varato un programma da 550 milioni di euro in due anni, a cui se ne aggiungono altri 550 utili a rafforzare il sistema.

Verranno poi devoluti 300 milioni di euro per garantire il diritto allo studio agli studenti universitari e dell’Alta Formazione Artistica e Musicale. Non solo università però, nel Decreto vi è spazio anche per la scuola, alla quale sono stati destinati 1,45 miliardi di euro che verranno così ripartiti:

  • 1 miliardo per il Fondo per la gestione del rientro a scuola a settembre (400 milioni subito e 600 nel 2021);
  • 331 milioni per device, connettività, sicurezza, misure di protezione, assistenza medica e adattamento spazi;
  • 39 milioni per consentire l’esame di maturità in presenza e soprattutto in sicurezza;
  • 80 milioni per coprire le mancate rette e aumentare il fondo regionale.

Inoltre verranno sbloccati altri 16.000 posti per le procedure dedicate ai concorsi già bandite e si procederà all’assunzione di quasi 80.000 docenti. Insomma, il governo sta cercando di fare il suo, ora sta a noi fare il nostro, che poi in realtà è un non fare: non fare cazzate.

#FacceCaso

Di Gabriele Scaglione

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