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Regione Lazio, nuova ordinanza: in piscina non si urina! Ma dove andremo a finire??

Regione Lazio, nuova ordinanza: in piscina non si urina! Ma dove andremo a finire??

La piscina, vecchio specchio d'acqua clorosa amica del lavoratore antico e moderno. Troppe leggi quest'estate, così che non ce la godremo più. Non è

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La piscina, vecchio specchio d’acqua clorosa amica del lavoratore antico e moderno. Troppe leggi quest’estate, così che non ce la godremo più.

Non è possibile! Ingiusto! Eccessivo! Privazione della libertà garantita dalla costituzione! Ecco cosa ne pensiamo delle (nuove) regole della Regione Lazio dedicate al mondo della piscina: pura ingerenza nella vita di una persona.

Passi il controllo della temperatura. Ci può stare, siamo in piena emergenza coronavirus, ne stiamo uscendo piuttosto malconci (vedi ristoranti e varie attività che non riusciranno a riaprire). Passi evitare di stare in meno di 7mq di acqua. Lo accettiamo, sebbene gli abbracci al cloro siano una delle passioni più grandi di noialtri.

Passi l’obbligo di utilizzo della cuffia, con buona pace dei pelati che c’hanno messo tanto amore e tanta fatica a divenire limpidi fin nell’animo.

Ordinanza della Regione Lazio: in piscina non si urina (più)

Passi tutto: ma non puoi impedirmi di pisciare, sputare e soffiarmi il naso. Non puoi. Come si legge nell’ultima ordinanza riguardante il mondo delle piscine laziali: “Si rammentano le consuete norme di sicurezza igienica in acqua di piscina: prima di entrare nell’acqua di vasca provvedere ad una accurata doccia saponata su tutto il corpo; è obbligatorio l’uso della cuffia; è vietato sputare, soffiarsi il naso, urinare in acqua; ai bambini molto piccoli far indossare i pannolini contenitivi”.

Dove andremo a finire?

Il mondo si sta capovolgendo. La terra volerà presto in cielo, e quest’ultimo ci cascherà sulla testa. Ma è possibile che un uomo che lavora tutta la settimana, affaticato ed oberato dalle pressioni quotidiane, non possa godersi una buona pipì in piscina? Già, poveri noi, con le ultime disposizioni gli “immigrati” ci tolgono il lavoro dei campi (e si permettono di scioperare pure, ‘sti ingrati; che se poco poco volessero i nostri pensionati gli toglierebbero tutto il divertimento in pochi secondi. Ringraziassero che li lasciamo fare!).

La vecchia pipì nelle acque limpide. La gioia del proletario. La gloria del borghese. La giustizia del patrizio. Accomunava tutti, il rilascio di azoto e urea nell’acqua della piscina comunale. La commistione di cloro e umori umani. Quanta poesia. Quanto passato si perderà oggi. E non fateci parlare degli sputi! Pensiamo ai bambini piuttosto… sempre pensare ai bambini!

Seguirà articolo sugli sputi. Proprio non ce la sentiamo di non scrivere qualcosa in proposito. Qualcuno deve pur difendere il popolo.

#FacceCaso

Di Giulio Rinaldi

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