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Maturità e Covid, se ci fosse stata la tesina…

Maturità e Covid, se ci fosse stata la tesina…

La pandemia di Coronavirus e il conseguente lockdown sarebbero potuti essere un ottimo tema per una tesina di maturità. Vediamo perché. L'attesa è or

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La pandemia di Coronavirus e il conseguente lockdown sarebbero potuti essere un ottimo tema per una tesina di maturità. Vediamo perché.

L’attesa è ormai finita, l’esame di maturità è andato e stavolta per i tantissimi candidati non c’è stata la possibilità di sbagliare. L’emergenza sanitaria ha infatti costretto il Ministero a rivedere la formula dell’esame di quest’anno, che si è tenuto in un unico colloquio orale. O la va o la spacca.

L’interrogazione durava un’ora (praticamente un terzo grado), ma purtroppo ancora una volta non c’è stato spazio per la cara vecchia tesina. Un vero peccato, in fondo il Coronavirus stesso (con annessa quarantena) sarebbe potuto essere un argomento interessantissimo attorno a cui far girare la vostra mappa concettuale. Anche perché i collegamenti interdisciplinari non mancavano di certo.

Letteratura

Qui il collegamento è praticamente automatico e negli ultimi mesi è stato già largamente citato dai media nazionali (e non). Stiamo parlando dell’epidemia di peste del 1630, sapientemente dipinta da Alessandro Manzoni nei capitoli XXXI e XXXVI del suo capolavoro, I Promessi Sposi. I punti di contatto con la pandemia globale in atto sono evidenti e permettetemi di dirlo, impressionanti.

Matematica

In questo caso il filo conduttore potrebbe essere rappresentato dal calcolo matematico degli indici di contagio e di trasmissibilità RT e R0, dei quali si è tanto parlato nelle scorse settimane. Il primo è il valore che descrive il tasso di contagiosità dopo l’applicazione delle misure di contenimento, mentre l’altro serve a valutare l’andamento di un’epidemia nella fase antecedente agli interventi.

Storia

Ecco, qua avevate davvero l’imbarazzo della scelta, dato che la storia è costellata di pandemie più o meno importanti. Tuttavia il mio consiglio sarebbe stato quello di optare per l’influenza spagnola, vista la sua stretta connessione con i tragici eventi della prima guerra mondiale.

Scienze

Qui potevate sbizzarrirvi parlando dei virus in generale, della loro trasformazione scientifica o di tutti i vari studi che li hanno riguardati, a cominciare dalla scoperta del virus del mosaico del tabacco ad opera del microbiologo olandese Martinus Beijernick nel lontano 1898.

Inglese

In questo caso il collegamento è un po’ più sottile ma ugualmente interessante e riguarda il largo uso delle parole inglesi che si è fatto in questi ultimi mesi. Da “smart working” a “lockdown”, passando per “droplet” e “recovery fund”. Un massiccio impiego di anglismi che, come si legge su un pezzo de la Repubblica a firma di Maria Cristina Carratù, ha allarmato anche l’Accademia della Crusca.

Queste sono soltanto alcune delle discipline che sarebbero potute tranquillamente rientrare in una tesina a tema Coronavirus, ma ne avremmo potute menzionare anche di più. Così come sarebbero potuti essere altri i collegamenti. Collegamenti che probabilmente non vedremo mai. Un peccato, anche perché parlare di quest’incubo avrebbe potuto aiutare molti studenti ad esorcizzarlo.

#FacceCaso

Di Gabriele Scaglione

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