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Obey: il gigante ribelle dell’Urban Artist si mette in mostra

Obey: il gigante ribelle dell’Urban Artist si mette in mostra

Shepard Fairey aka Obey, insieme alla Galleria d’Arte Moderna di Roma, presentano Shepard Fairey 3 Decades of Dissent: avete tempo fino al 22 novembre

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Shepard Fairey aka Obey, insieme alla Galleria d’Arte Moderna di Roma, presentano Shepard Fairey 3 Decades of Dissent: avete tempo fino al 22 novembre per godervi il concept di uno dei più amati Urban Artist di sempre.

Per alcuni è sufficiente scrivere “Shepard Fairey” per capire che ci si riferisce a colui che con la sua audacia artistica è riuscito a unire arte, politica e potenza iconica… Niente, eh? E se vi dicessi “Mr Obey”? Ahh, è luui: sì, è il suo nome d’arte.
Perciò non perdetevi le trenta opere grafiche inedite del 2019 con la collezione d’arte contemporanea della Sovrintendenza Capitolina alla Galleria d’Arte Moderna.

Anche i meno esperti potranno scoprire le tematiche principali che hanno reso questo artista così noto. In Shepard Fairey 3 Decades of Dissent si riassume il suo iter artistico che, come afferma lui stesso, “trae ispirazione in un momento urgente di crisi e bisogno”, con l’intento di catturare ciò che è universale, spaziando da temi sociali e politici fino al puro attivismo della pace.

Ci si imbatte subito in una delle diverse versioni ispirate alla sua campagna sticker in cui il volto del campione di wrestling Andre the Giant (Has a Posse), diventa stimolo e osservazione. Da qui, la decisione di generare un volto meno specifico, successivamente suo logo iconico, che scaturirà nei passanti una reazione positiva o negativa, ma che li obblighi “ad osservare quello che li circonda”. Così lo spettatore obbedisce (dall’inglese to obey) alla voce dell’arte.

Ricorrendo a immagini d’impatto al confine con la stilizzazione, si passa attraverso l’Art Nouveau e gli anni della guerra in Iraq con il riadattamento del mantra hippie “Make art not war”; viene concesso ampio spazio alla rosa in quanto simbolo di elevazione al di sopra delle circostanze oppressive; si incrementa maggior consapevolezza, come in Proud Parents, nei diffusi stereotipi familiari della middle classes americana fino a toccare l’innocenza di una bambina che gioca con una granata che potrebbe scoppiare in qualsiasi momento.

#FacceCaso

Di Eleonora Santini

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