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Si torna a scuola il 9 dicembre… si? no? forse?… boh!

Si torna a scuola il 9 dicembre… si? no? forse?… boh!

Torneremo a scuola il 9 dicembre? E chi lo sa? Di sicuro non coloro che dovrebbero saperlo. Quindi tantomeno noi poveri mortali. Chi vivrà vedrà. Ins

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Torneremo a scuola il 9 dicembre? E chi lo sa? Di sicuro non coloro che dovrebbero saperlo. Quindi tantomeno noi poveri mortali. Chi vivrà vedrà.

Insomma, la scuola riapre il 9 dicembre. Tutti in classe, orari scaglionati, lezioni in presenza e tutti felici e contenti.

No, no. Aspè. Non è vero.” “Come no? L’ha detto la ministra Azzolina” “Eh ma le regioni si sono opposte” “Ma davero?” “Eh, mica per finta” “E mo come finisce, apre o nun apre?” “Ah…eh…boh!”

Si torna in presenza il 9 dicembre…?

Or dunque, la data del 9 dicembre era stata “decisa”. Nel senso che se ne era parlato, molto seriamente, nelle ultime riunioni del governo. L’idea era di aprire fino alle 20, compresa la domenica, in modo da permettere uno scaglionamento tra ingressi ed uscite. “Spalmare”, la parola d’ordine. Ma le Regioni non sono state mica tanto d’accordo.

Luca Zaia, governatore del Veneto: “Penso che sia rischioso aprire per chiudere subito dopo, si apre per una manciata di giorni, val la pena di rischiare per fare un flash pre-natalizio?

Giovanni Toti, presidente della regione Liguria: “Le regioni unanimamente hanno ritenuto di suggerire al governo di procrastinare al 7 gennaio ogni riapertura della didattica in presenza per chi è ancora oggi in didattica a distanza”.

Di diverso avviso, almeno in parte, Emilia e Toscana. Bonaccini, presidente della prima, ha fatto sapere che vorrebbe “vedere riaperte almeno una parte delle scuole il prima possibile”, mentre Giani avrebbe chiesto che “almeno seconde e terze medie tornino immediatamente in classe”.

Regioni da una parte, in parte, e Governo dall’altra, in parte. Perché anche Speranza s’era dimostrato non del tutto in accordo con la riapertura prossima: “nelle zone rosse il Governo ha fatto una scelta molto chiara per provare a tutelare le scuole, mantenendone aperta una parte rilevante, perché riteniamo siano una priorità assoluta. Valuteremo giorno per giorno i dati”.

Or dunque… che succederà? Strano, comunque, che ci siano tutte queste idee sconnesse. La scuola è sempre stata una priorità.

Un po’ come il calcio.

#FacceCaso

Di Giulio Rinaldi

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