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A Laurito la cultura ha un prezzo: 30 euro. Nè più nè meno

A Laurito la cultura ha un prezzo: 30 euro. Nè più nè meno

Oggi parliamo dell'interessante iniziativa di Laurito, comune campano in provincia di Salerno, dove l'ignoranza si combatte...pagando. Come si posson

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Oggi parliamo dell’interessante iniziativa di Laurito, comune campano in provincia di Salerno, dove l’ignoranza si combatte…pagando.

Come si possono convincere dei ragazzi che passano ore ed ore col viso incollato allo schermo dello smartphone a spegnere il cellulare per aprire un libro? Semplice, pagandoli. E a quei genitori che si lamentano dicendo “non legge manco a pagarlo oro” chiediamo: ci avete mai provato? Il sindaco di Laurito Vincenzo Speranza sì.

E mica solo con i suoi figli, ma con tutti i giovani alunni della cittadina campana. Per ogni libro letto, gli studenti delle classi 4ª e 5ª elementare e delle medie riceveranno infatti un bonus di 30 euro. Avete capito? TRENTA EURO A LIBRO!

E se vi state già asciugando le lacrime, che avrete spontaneamente versato non appena scoperto che nel giro di un paio di mesi un bambino di 10 anni potrebbe guadagnare più soldi di voi, facendo ciò che avete fatto gratis per una vita, posate il fazzoletto. Perché appena vi diremo il motivo di questa iniziativa del comune di Laurito, di lacrime ne piangerete altre. Di gioia però.

Speranza e il suo staff, infatti, non hanno creato questo bonus perché non sapevano come sprecare i fondi comunali (ogni riferimento al bonus monopattini è puramente casuale). Lo hanno fatto per (ri)portare interesse attorno alla Biblioteca di Laurito e per distogliere i ragazzi dalla tecnologia.

O meglio, dall’uso “improprio” che la maggior parte di loro purtroppo ne fa. D’altronde, qui si parla di ragazzini di massimo 13/14 anni; a quell’età non penso che utilizzino lo smartphone per ricerche di fisica quantistica, quanto piuttosto per bruciarsi il cervello su Instagram e TikTok. Ma il punto è proprio questo: è giusto mettere in mano a dei bambini questi aggeggi infernali?

E so che può sembrare un discorso da boomer, ma vi assicuro che chi scrive ha “solo” 22 anni e che il suo primo cellulare è stato un Alcatel scassato. A 9 o 10 anni, i ragazzi non dovrebbero smanettare su Facebook, ma godersi il periodo più bello della loro vita: l’infanzia. Divertendosi con gli amici o leggendo Il Piccolo Principe, come da oggi in poi (speriamo) si farà a Laurito.

#FacceCaso

Di Gabriele Scaglione

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