Tempo di lettura: 3 Minuti

Lauree STEM: il gender gap risulta sempre presente nel settore scientifico

Lauree STEM: il gender gap risulta sempre presente nel settore scientifico

L’11 febbraio è stata celebrata la Giornata Internazionale per le Donne nella scienza, e le percentuali Lauree STEM sollevano la problematica del gend

5 progetti al femminile per l’Università del Crowdfunding
Please return to Tiffany&Co, please!!!
Normale di Pisa: “A parità di risultati sceglieremo la concorrente donna”

L’11 febbraio è stata celebrata la Giornata Internazionale per le Donne nella scienza, e le percentuali Lauree STEM sollevano la problematica del gender gap…

Il percorso successivo all’ottenimento di lauree STEM, acronimo di Science, Technology, Engineering and Mathematics, risulta il più correlato ad un divario di genere, il così detto “gender gap”, in particolare, questi si trova in tutti quegli ambiti che presentano un’alta presenza di lavoratori di genere maschie piuttosto che femminile.

A causa di ciò, nel 2015 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha dichiarato l’11 febbraio come Giornata Internazionale per le Donne e le Ragazze nella scienza.

Ma perché ancora si parla di Gender Gap?
Secondo diverse ricerche, emergono percentuali nettamente inferiori tra gli uomini e le donne impiegati all’interno degli ambiti scientifici, di management etc…

Difatti, secondo una ricerca di Save The Children, soltanto il 16,5% dei laureati in facoltà scientifiche-tecnologiche è composto dalle giovani tra i 25 e i 34 anni, ovvero soltanto 3 studenti su 10 sono ragazze.

Per l’ONU, invece, soltanto il 28% delle donne compone una forza lavoro all’interno delle scienze.

Tutte, percentuali che sottolineano quanto i pregiudizi spesso possano intralciare il percorso di scelta universitario di una ragazza, e che spesso l’interesse per facoltà scientifiche viene “sgozzato” sul nascere sia dalla demotivazione, sia da un contesto socio-culturale che non eleva le potenzialità al femminile nel settore.

Un altro fattore influente è la paura del trovare i suddetti cancelli del lavoro chiusi, nonostante, in verità, l’Italia non risulti messa così male, presentando una dato migliore della media europea, anche se soltanto 1 ragazza su 8 si potrebbe aspettare di lavorare come ingegnere o in qualche professione scientifica. Tra l’altro, sia la Sicilia che la Sardegna risultano le regioni con più donne impiegate nella scienza dell’intera nazione.

Il tutto sembra comunque sbocciare già dalla scelta del liceo, difatti risultano soltanto il 19% di ragazze, a fronte del 26% di ragazzi, diplomate in istituti scientifici, mentre il 22% di ragazze, a fronte del 42% di ragazzi, si diploma in istituti tecnici.

Così, si cerca di promuovere il potenziale delle donne nella scienza, e si motivano le iscrizioni rosa alle lauree STEM, anche attraverso iniziative di divulgazione direttamente da coloro le quali occupano posti importanti all’interno del settore, come, ad esempio, Fabiola Gianotti, direttrice del CERN di Ginevra.

Un vero e proprio esempio di come la scienza non abbia genere, ma si nutra soltanto di idee valide.

#FacceCaso

Di Alessia Sarrica

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0