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FacceSapè: ecco la nostra intervista per il nuovo singolo dei Pillheads

FacceSapè: ecco la nostra intervista per il nuovo singolo dei Pillheads

Nuovo appuntamento con le nostre interviste musicali: oggi sono i Pillheads a passare sotto le grinfie di Giorgia per parlare del loro nuovo singolo “

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Nuovo appuntamento con le nostre interviste musicali: oggi sono i Pillheads a passare sotto le grinfie di Giorgia per parlare del loro nuovo singolo “Il libero pensiero”.

È in rotazione radiofonica “IL LIBERO PENSIERO”, il singolo d’esordio dei PILLHEADS.

Il libero pensiero è un brano che affronta il tema della contemporanea difficoltà di ragionare fuori dal coro e di sostenere opinioni personali autentiche, con un testo intenso e provocatorio. Spiega il gruppo a proposito del loro nuovo inedito: “Il pensiero libero e incondizionato ha evidenti e inquietanti analogie con la sindrome di Tourette. Entrambi si manifestano in tenera età, con la tendenza poi a svanire; Entrambi portano i soggetti a dire troppe parole sconvenienti; Entrambi nei casi più gravi vengono curati con i farmaci.”

Pillheads è un termine inglese che definisce “coloro che assumono ossessivamente farmaci senza averne una reale necessità”, da un’idea di Phil Strongman, collaboratore di Malcom McLaren e regista dei Sex Pistols, con cui i Pillheads produssero un film nel 2017.

Ecco cosa ci hanno raccontato.

Quali sono le vostre influenze rock, e quali invece quelle pop?
L’asiatica è sicuramente l’influenza Pop (tipo i Beatles), mentre la Suina è più Rock (tipo i Rage Against the Machine).

Come riassumereste, sinora, il vostro percorso musicale? Il momento più arduo?
È riassunto bene in rete, dappertutto ci son cose che negli anni abbiamo fatto, insieme, da soli o con altre formazioni. Suoniamo da molto tempo, ci è sempre piaciuto fare di tutto e riassumerlo qui in poche righe è decisamente un momento arduo.

Qual è il vostro parare sui talent? Quali seguite?
Secondo noi la figura del talent-scout del passato era fondamentale nel mondo della musica popolare, ci dispiace che la sua figura sia stata sostituita dai giudici di Masterchef.

Chi sono i Pillheads quando non sono i Pillheads?
Paolo Baltaro è produttore e polistrumentista, al suo attivo numerosi dischi con Arcansiel* e Società Anonima Decostruzionismi Organici (S.A.D.O.) con i quali consegue premi e riconoscimenti dalla critica. Due dischi da solista. Collabora con Ian Paice, come chitarrista è con Colin Edwin dei Porcupine Tree e Angelo Bruschini dei Massive Attack nell’LP Drunk dei SWP. Produce The rock is rolling again per la leggenda del Rock’n’roll britannico Terry Dene. In Italia, ha suonato, fra gli altri, con Donatella Rettore, Roberto “Freak” Antoni, Enrico Ruggeri e ha prodotto, fra gli altri, Sorella Maldestra, Mortuary Drape e Opera IX.
Daniele Mignone, invece, è bassista, sperimentatore del proprio strumento, unisce al basso elettrico sintesi elettronica e distorsioni. È stato presente nella scena underground in diverse formazioni, fra le quali i Puzzle e i Comitiva. Bassista stabile del celebre chitarrista argentino Gabriel Delta. Nel tempo libero invece siamo Banksy.

Perchè avete scelto di avere sempre una doppia versione dei vostri brani, cioè una in italiano e una in inglese? Come vi siete approcciati alla traduzione dei testi?
Tutto ebbe inizio a Londra, con Phil Strongman, stretto collaboratore di Malcom McLaren e regista ufficiale dei Sex Pistols con il quale stavamo producendo un film. Dopo un disco in vinile uscito per Musea (in lingua inglese) e un lungo tour europeo, ci venne l’idea di sperimentare la lingua italiana. I testi in italiano non sono una traduzione letterale di quelli in inglese. Due punti di vista diversi e complementari dello stesso brano.

Questo è un portale dedicato prevalentemente agli studenti, quindi non possiamo non chiedervi qualcosa riguardo il vostro percorso scolastico…
Daniele è laureato al Dams, ha frequentato il biennio specialistico di basso jazz al Paganini di Genova. Paolo ha fatto Scienze Politiche e ha studiato pianoforte con Righello, batteria con Lucchini e chitarra con Garrison Fewell.

#FacceCaso

Di Giorgia Groccia

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