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FacceSapè: ecco la nostra intervista per il nuovo singolo di Anna Soares

FacceSapè: ecco la nostra intervista per il nuovo singolo di Anna Soares

Nuovo appuntamento con le nostre interviste musicali: oggi è Anna Soares a passare sotto le grinfie di Giorgia per parlare del nuovo singolo. Canta

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Nuovo appuntamento con le nostre interviste musicali: oggi è Anna Soares a passare sotto le grinfie di Giorgia per parlare del nuovo singolo.

Cantante, cantautrice e producer, studia canto lirico, jazz e sperimentale, piano jazz per passare successivamente ai synth. Dopo due anni di collaborazioni con artisti dislocati in varie parti del mondo, sperimentazioni di songwriting e di produzione, plasma un nuovo genere sonoro a sfondo BDSM, reinterpretando gli schemi canonici dell’elettronica. Le sonorità dark si miscelano con testi che evocano la sacralità dell’universo sessuale. Ha sviluppato una naturalezza e maturità nelle performance riconoscibile ed ipnotica grazie all’esperienza nei live dal 2014 tra club ed eventi. Il background stilistico attinge da artisti quali i Massive Attack, Portishead e Burial, pur evocando nella voce reminiscenze di matrice jazz. L’estetica si rifà invece a quelli che sono gli elementi della comunità kinky e dalla cultura del boudoir.

Le abbiamo fatto qualche domanda sul suo ultimo singolo dal titolo Witch Lust.

Chi è Anna Soares quando non ha a che fare con la musica?
Mi è difficilissimo astrarmi dal mio rapporto con la musica visto che ne è sempre stata una parte integrante in forme e modalità diverse. Sicuramente una persona curiosa, che fa mille domande e a volte straparla, che spesso ha bisogno di isolarsi per guardarsi dentro per ricostruire percorsi e crearne sempre di nuovi.

La lussuria, la stregoneria e più in generale l’eros, sembrano essere parti integranti della tua personalità. Quali altri elementi la compongono?
Una grande attitudine organizzativa, la voglia di andare sempre un passo oltre i miei limiti mentali e fisici, e una decisamente ingombrante introspezione. E poi un milione di altre cose che sto sicuramente dimenticando.

Come si capisce quando un disco è davvero finito?
Non lo si capisce, un’opera non è mai davvero finita. A un certo punto decidi che lo è.

Se Witch Lust fosse la colonna sonora di un film, di che film parleremmo?
Più che un film, sto pensando alla saga di Game of Thrones. Mi piace immaginare Witch Lust come un sottofondo durante i rituali di magia nera di Melisandre.

Ci anticipi qualcosa sulle tue prossime uscite?
Prima dell’uscita del mio disco Sacred Erotic, ci sarà ancora un altro brano, molto diverso da Witch Lust, ma che come tutti gli altri ne condivide la matrice: la sacralità delle energie sessuali ed il potere che attuano nel mondo.

Questo è un portale dedicato agli studenti, quindi non possiamo lasciarti andare senza chiederti qualcosa in più sul tuo percorso scolastico.
Ho frequentato il liceo linguistico e successivamente mi sono laureata in filosofia, con una tesi in estetica musicale nella quale analizzavo le connessioni tra la musica e la società in cui nasce e prospera. È un percorso che rifarei mille volte, mi ha dato moltissimo a livello umano.

#FacceCaso

Di Giorgia Groccia

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