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FacceSapè: ecco la nostra intervista per il nuovo singolo dei The Francis

FacceSapè: ecco la nostra intervista per il nuovo singolo dei The Francis

Nuovo appuntamento con le nostre interviste musicali: oggi sono i The Francis a passare sotto le grinfie della nostra redazione per il nuovo singolo.

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Nuovo appuntamento con le nostre interviste musicali: oggi sono i The Francis a passare sotto le grinfie della nostra redazione per il nuovo singolo.

Fuori da venerdì 9 giugno “Pianeta Blu”, il nuovo singolo dei The Francis, che per l’occasione ne hanno curato la produzione insieme a Bazar Studio. Nato alla facoltà di ingegneria di Milano, il progetto The Francis è composto da cinque ragazzi che, lasciandosi ispirare dalla fantascienza di Ursula K. Le Guin, con questo pezzo invitano l’ascoltatore a una profonda riflessione sul tema del viaggio e sull’eterna ricerca, da parte dell’Uomo, di una forma utopica di libertà.

Questo è un sito dedicato agli studenti, quindi non possiamo che iniziare col chiedervi qualcosa sul vostro percorso scolastico.
Fede, Bracco e Robi si sono conosciuti alla facoltà d’ingegneria, che ci è servita da ispirazione per dare il nome al gruppo (Francis è infatti una turbina). In seguito, abbiamo incontrato Leo e Joey, il primo che ha studiato Architettura ed il secondo laureato alla civica di musica di Salerno.

E che tipo di rapporto avete invece con lo studio della musica? Si può fare musica senza studiarla?
La musica è un linguaggio, studiarlo permette di migliorare la propria capacità di esprimersi. Per essere più precisi, lo studio permette di creare un ponte solido tra quello che è il mio pensiero e quello che vado poi a comporre/suonare/cantare.

Ci avete raccontato che The Francis è un progetto nato per “rifugiarsi, ma senza scappare”. Ci parlate più nel dettaglio di questo concetto? Da cosa volete scappare e in che modo la musica può essere il rifugio perfetto?
The Francis nasce da Fede Robi e Bracco durante un corso universitario. Ingegneria è una facoltà molto impegnativa, che lascia poco spazio al lato creativo. La musica era per noi il mezzo con cui evadere dal pragmatismo della meccanica e poterci immergere in un mare di colori altrimenti invisibili.

Il vostro singolo “Pianeta Blu” è stato ispirato dal romanzo “Quelli di Anarres”. Chi di voi è stato il primo a leggere questo libro invogliando poi tutti gli altri?
L’idea nasce da Fede, che per primo ha letto il libro. Questo gli ha permesso di scrivere una versione, molto abbozzata, del brano. Consegnata poi nelle mani di Robi, insieme al libro, è nato Pianeta Blu.

Che consigli dareste ad altri studenti che come voi sono alla ricerca di quella “libertà utopica” di cui parlate nel vostro pezzo?
La ricerca di un’utopia sposta il focus sul viaggio. Guardare prima al di fuori di sé e poi immergersi in un percorso interiore sono solo tentativi che il protagonista del brano fa per cercare il senso di essere libero.
Il punto che vuole emergere è che la risposta alle domande che ognuno di si pone, avviene con strumenti che, ad un certo punto, diventa necessario metterli in discussione per poter scoprire qualcosa di nuovo.
Per capire fino a che punto sto provando ad uscire dai paradigmi in cui sono immobilizzato, bisogna guardare come mi pongo di fronte ad un problema: se non so come muovermi, non vedo appigli a cui aggrapparmi e sento di non avere strumenti per approcciarlo, allora sono sulla strada giusta.

#FacceCaso

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