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Bologna esempio di umanità: niente tasse universitarie per i rifugiati

Bologna esempio di umanità: niente tasse universitarie per i rifugiati

L'Università del capoluogo emiliano porterà avanti un'iniziativa davvero splendida. E mentre il mondo ci sbatte in faccia tempeste di parole come “imm

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L’Università del capoluogo emiliano porterà avanti un’iniziativa davvero splendida.

E mentre il mondo ci sbatte in faccia tempeste di parole come “immigrati”, “profughi”, “rifugiati” (e le conseguenti polemiche del caso), a Bologna si sta facendo un passo di un’importanza capillare. Il Senato accademico ha deciso che tutti i richiedenti asilo iscritti all’Università saranno esenti dal pagamento delle tasse per l’anno accademico 2015/2016.
Un’iniziativa davvero splendida, nata negli uffici bolognesi dopo che la Commissione europea nei giorni scorsi aveva detto più volte di fare qualcosa di concreto per favorire l’istruzione dei rifugiati. Pronti via, la città che ha dato i natali al grande Lucio Dalla ha anche messo a disposizione ben 5 borse di studio dal valore di 8mila Euro per chi ha ottenuto protezione internazionale o umanitaria e si immatricolerà, nel 2016/2017, all’Alma Mater. Ultimo tassello, la possibilità, per questi studenti, di seguire delle lezioni di italiano all’interno della facoltà: senza dubbio, imparare la lingua è uno dei primi step verso l’indipendenza delle persone, specialmente in un Paese straniero.

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E mentre a Bologna ci si prodiga per il prossimo, un polverone di polemiche si abbatte senza fare troppi complimenti sull’Ateneo emiliano, puntando forte il dito sulla mancanza di permesso di soggiorno da parte di coloro che beneficeranno di questa iniziativa bolognese. Per esempio, secondo la capogruppo della Lega Nord Lucia Bergonzoni, è “un atto di un’ingiustizia assurda verso tutte quelle famiglie che si sacrificano un’intera vita per poter permettere ai propri figli di studiare e verso quei ragazzi che fanno mille lavoretti per potersi mantenere”. La Bergonzoni ha poi rincarato la dose dicendo che “stiamo parlando di ‘richiedenti asilo’, non rifugiati e questo sarebbe, a detta del senato accademico ‘un modo per facilitare l’integrazione’? E’ un’ingiustizia verso ragazzi e famiglie che con le loro tasse potrebbero trovarsi a pagare gli studi a ‘possibili clandestini’, alla faccia di chi non ha i soldi per poter continuare il percorso scolastico”. Ci sono andate giù dure anche diverse associazioni giovani, come Gioventù nazionale di Azione Universitaria che, in una nota, ha gridato a gran voce la propria opinione. “E’ curioso – si legge – come proprio chi si riempie ogni giorno la bocca con parole come ‘uguaglianza’, nei fatti non voglia attuarla”.

E mentre ci imbattiamo in tempeste di parole e osserviamo polveroni di polemiche, c’è chi non è d’accordo e rivendica un patriottismo che forse contrasta con l’arrivo del 2016.

Di _Riccardo Zianna_

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