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No tax no food: la presa di posizione del sindaco che ha generato un caso

Le scuole di Corsico (Milano) si sono rifiutate di non dare il pasto ai bambini, così come previsto dal Primo Cittadino, ma lui ricorda: “Occhio ai fu

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Le scuole di Corsico (Milano) si sono rifiutate di non dare il pasto ai bambini, così come previsto dal Primo Cittadino, ma lui ricorda: “Occhio ai furbetti che possono ma non pagano”.

C’è una specie di movimento d’animo che, purtroppo, si ripete spesso. Gli adulti fanno, i giovani subiscono. E’ come fosse una filastrocca malefica che suona in loop nelle vite di ognuno di noi.
Prendiamo ad esempio il caso del Comune di Corsico, nei pressi di Milano. Filippo Errante, il sindaco, lo scorso 6 gennaio ha stilato e spedito una lettera a tutte le famiglie indietro con i pagamenti delle rette scolastiche. La punizione? Non fornire più il pasto ai bambini durante la pausa pranzo. Una presa di posizione che ha indignato rapidamente presidi ed insegnanti, disposti a cedere la loro razione ai piccoli studenti. Dunque, niente rette, niente cibo. La forte polemica scaturita da questa sua scelta, ha convinto Errante ad abbassare il tiro: “E’ stata una giornata di verifica, hanno avuto tutti il pasto. D’ora in poi pretendo intransigenza e da lunedì 11 niente più pranzo per chi non paga”.
Va detto che sono ben 500 le famiglie morose e nelle casse comunali mancano 1,2mln di Euro, soldi che consentono alla scuola pubblica di andare avanti. E’ per questo che il Primo Cittadino di Corsico ha deciso di usare il pugno di ferro. Il vero problema è che comunque sono gli ignari bambini a farne le spese. Errante ha ripetuto più volte “tutelo chi paga regolarmente” ed ha aggiunto anche un elemento importante per la discussione: “Chi è in difficoltà può rivolgersi ai servizi sociali ma il problema sono i furbetti che possono pagare e se ne fregano”.
Dall’altro lato del ‘ring’ ci sono presidi ed insegnanti, che si sono rifiutati di dare ascolto alle imposizioni del sindaco. Claudia Pisati, preside dell’Istituto ‘Copernico’ ha per esempio detto: “La scuola non ha escluso nessuno. Abbiamo segnato tutti presenti, anche se poi non tutti i pasti sono arrivati. Alla fine ci si è arrangiati e nessuno ha digiunato, ma il problema resta”. Quasi imbarazzata, una maestra dello stesso Istituto ha detto: “Insegno in terza, abbiamo appena studiato i diritti dell’infanzia, come spiegavo ai bambini una simile decisione? Ovviamente ci siamo dissociati dalla posizione del sindaco”.
Certo la lettera arrivata dal Comune è inequivocabile: “Non siete autorizzati ad erogare pasti agli scolari dell’elenco allegato. Analoga comunicazione è stata trasmessa alla Camst (la società che fornisce il servizio mensa nelle scuole)”.
Scelta molto dura quella di Errante, ma il suo cognome forse non lo descrive al meglio: i morosi sono già scesi da 500 a 200. Peccato solamente che per educare i ‘grandi’ servano i ‘piccoli’, #FacceCaso!

Di _Riccardo Zianna_

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