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A Milano chiude il Padre Beccaro, istituto in via Marco Antonio Colonna

La crisi ha piegato la scuola. Non poche le difficoltà che ne conseguono. Sono motivi economici quelli che hanno spinto l’associazione Sarepta a lasci

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La crisi ha piegato la scuola. Non poche le difficoltà che ne conseguono.

Sono motivi economici quelli che hanno spinto l’associazione Sarepta a lasciare senza scuola 300 famiglie di bambini e 56 dipendenti che da giugno dovranno trovarsi un altro posto.
Le ragioni di carattere prettamente economico derivano dal mancato pagamento delle rate del mutuo concesso da Banca Etruria nel 2010 all’associazione Sarepta e la conseguente trascrizione di un pignoramento di 4,5 milioni.
Chiude una scuola che ospita elementari, scuola materna ed un nido con utenti sia comunali che privati.
Proprio per l’utenza comunale, il nido sarà l’unico a sopravvivere: l’assessorato all’istruzione ha assicurato lo smistamento dei bimbi in altre strutture comunali in zona.
I genitori, avvisati a dicembre della chiusura dell’istituto, riunitesi più volte per cercare una soluzione, hanno visto le loro speranze infrangersi sia quando hanno considerato la vicina scuola Zolla in via Colleoni, sia quando hanno pensato di ricostruire l’intera struttura nel terreno delle suore di clausura adiacente all’istituto, che hanno acconsentito al progetto, purtroppo irrealizzabile per vincoli di edificabilità e autorizzazioni comunali.
L’associazione Sarepta non ha fornito alcun tipo di sostegno alle famiglie. La rappresentante della primaria, conferma che Sarepta li ha liquidati “con una riunione, poi non ci ha più dato nessun appoggio. Hanno creato un grosso danno e non sappiamo come fare. I contatti che abbiamo avuto con le elementari di via Gattamelata non ci lasciano speranze. Dicono che già fanno fatica a soddisfare le richieste attuali.”
Tutto questo senza considerare che la scuola è frequentata anche da bimbi disabili per i quali, ambientarsi in un nuovo istituto, con tutte le pratiche burocratiche che ne derivano, potrebbe rappresentare un grave problema, per loro stessi e le famiglie.
Una speranza potrebbe risiedere nell’interesse mostrato da Nicolò Mardegan, consigliere di zona e coordinatore di NoixMilano, il quale ha dichiarato: “Siamo al lavoro per un’alternativa alla chiusura. Stiamo valutando la disponibilità dei locali di Fiera Milano, come soluzione di emergenza. Questa vicenda dovrebbe fare riflettere il Comune sull’utilità fondamentale delle scuole paritarie, troppo spesso criticate a torto da questa giunta”.

Di Silvia Noli

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