Il ricorso al Tar del ragazzo con DSA

Il ricorso al Tar del ragazzo con DSA

Il Tribunale Amministrativo ha accolto il ricorso dei genitori dello studente: poca preparazione degli insegnanti del liceo Sabin, nonostante l’ampia

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Il Tribunale Amministrativo ha accolto il ricorso dei genitori dello studente: poca preparazione degli insegnanti del liceo Sabin, nonostante l’ampia documentazione certificativa del disturbo di apprendimento.

Non è questo il primo caso di cui si è sentito parlare di uno studente accusato di “negligenza, pigrizia e svogliatezza”, quando invece ha dei disturbi di apprendimento.
In questo caso, il disturbo era ampiamente certificato, e nonostante ciò, il giovane studente bolognese è stato bocciato al primo anno di liceo con un quattro in inglese ed uno in italiano.
I genitori hanno iscritto il proprio figlio in un istituto paritario, dove ha ripetuto fino a dicembre scorso la classe prima, per poi passare alla seconda una volta accolto dal Tar il ricorso della sua famiglia.
I giudici, nel ripercorrere la vicenda, ricordano le misure previste dalla legge in caso di alunni con DSA, afflitti da dislessia, disortografia e disgrafia. Le prove scritte possono essere svolte in forma orale, per prendere appunti è consentito usare il registratore vocale, per fare calcoli è possibile usare la calcolatrice e per scrivere è possibile usare programmi di videoscrittura con correttore automatico.
Di tutto questo, gli insegnanti non hanno tenuto conto e hanno bocciato lo studente, pur essendo in possesso di un “apposito piano didattico personalizzato” al quale non è mai stato dato avvio.
“Dallo stesso verbale del consiglio di classe che all’unanimità ha deciso di non ammettere l’alunno alla classe successiva – scrivono i giudici – traspare che i problemi di ‘gravi difficoltà nella rielaborazione ed esposizione dei contenuti delle varie materie’ sono stati considerati come la conseguenza di carenze applicative e negligenze del discente, mentre i comportamenti del ragazzo non sono stati valutati”.
La sentenza del Tar è importantissima per tutte quella famiglie delle quali i figli hanno disturbi di apprendimento e non trovano sostegno da parte dei loro insegnanti, molto spesso male informati su discalculia, disortografia e dislessia che, lungi dall’essere disabilità, rischiano di compromettere la carriera di uno studente e, se non comprese dal corpo docente, alimentare la sua frustrazione e progressione accademica.

Di Silvia Noli

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