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Andare a scuola non è mai stato così goloso!

I Gold Bunny della Lindt realizzano i progetti di 10 scuole fortunate. Di Giulia Pezzullo Che la scuola non ha fondi, lo sappiamo da tempo. Che lo Sta

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I Gold Bunny della Lindt realizzano i progetti di 10 scuole fortunate.

Di Giulia Pezzullo

Che la scuola non ha fondi, lo sappiamo da tempo. Che lo Stato non si sforza poi così tanto di trovarli, anche. Ma che serviva un concorso goloso per sottolineare il problema, questo ci mancava!
La Lindt, conosciuta azienda di Zurigo produttrice di cioccolato, ha indetto una gara a premi in denaro indirizzata alle scuole italiane intitolata “Gold Bunny aiuta le scuole”: basta comprare un simpatico e dolce coniglietto di cioccolato al latte o fondente da 100 grammi per poter ottenere un codice e aiutare la propria scuola a salire di posizione in classifica e ambire così al premio finale. Il via è stato dato il 20 gennaio 2016 e poco dopo Pasqua il concorso terminerà (per essere precisi, il 30 aprile). Ogni coniglietto con il proprio codice univoco regala un punto alla scuola che si vuole favorire con un procedimento telematico molto semplice: bisogna collegarsi al sito www.lindt.it/goldbunny, inserire il codice e indicare il nome dell’istituto da far avanzare in classifica. Il primo premio è di ben 10mila euro, seguito da altri nove premi monetari minori (da 5000 a 1000 euro). L’obiettivo del contest è certamente quello di sponsorizzare i prodotti Lindt; tuttavia, l’azienda promotrice sta giocando su un campo molto scomodo per lo Stato italiano, ossia i fondi per l’istruzione. Infatti, le prime 10 scuole vincitrici potranno usufruire di questi soldi per realizzare un progetto con finalità riguardanti le attività didattiche che dovrà essere presentato entro il 30 settembre 2016 e approvato dal dirigente scolastico o dall’associazione genitori della scuola e dalla stessa Lindt Italia (sede di Induno Olona, VA).

Era quasi inevitabile che questo evento provocasse una serie di risentimenti sia a livello sociale sia a livello politico. È corretto creare nei bambini l’aspettativa di miglioramento a favore del consumismo? È giusto che i piccoli crescano con l’idea che comprare e consumare prodotti sia l’unico modo per realizzare progetti a scuola? Sono domande lecite e fondate in quanto si parla di menti giovanissime e come tali facilmente influenzabili. Da anni, molte aziende private stanziano fondi sia per le scuole sia per le opere pubbliche nelle città sanando le lacune statali. Stiamo davvero puntando a crescere una generazione che già dalla tenera età è destina a perdere fiducia nelle istituzioni? Il Movimento Cinque Stelle a questo proposito interviene preparando un’interrogazione parlamentare con la quale domandare al ministro dell’istruzione se l’evento Lindt sia effettivamente accettabile o se sia il caso di prendere provvedimenti seri per venire incontro alla mancanza di fondi per le scuole. Silvia Chimienti, deputata M5S, dichiara: “I privati non possono associare il fatto di consumare, fin da piccoli, alimenti o prodotti, a premi da utilizzare per le scuole perché i fondi di finanziamento sono svuotati da anni. Se no si crescono consumatori, non cittadini”.

Tutto questo, di fatto, viene visto come un’altra crepa della Buona Scuola che non smette di provocare dibattiti e controversie. Si cerca la tutela dei docenti da un lato, dimenticando che nella scuola ci sono anche e soprattutto bambini bisognosi delle giuste attenzioni all’istruzione e della possibilità di imparare in un ambiente propositivo. Altro punto che non dovrebbe essere affatto sottovalutato è il consumo immotivato e sregolato di alimenti, giustificato a stento dalla partecipazione ad una gara che viene vista come un gioco; può sembrare una banalità, ma l’associazione di qualcosa di divertente all’alimentazione golosa rischia di diventare una gratificazione per nulla dovuta agli occhi dei più piccini. Un esempio lampante si nota sul sito Lindt nella sezione dedicata al concorso in cui, prima in classifica, svetta la scuola elementare di Lesa con ben 303 punti, ossia 303 coniglietti di cioccolato.

Tuttavia, il concorso esiste e ha incontrato l’interesse di molte scuole italiane, tra le quali alcune fanno propaganda sui siti d’istituto per invogliare le famiglie a partecipare al contest. Tra allarmismo e prevenzione, cerchiamo dunque di prendere l’iniziativa con leggerezza e adottiamo tutti un piccolo Gold Bunny!

Di Giulia Pezzullo

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