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Vicenda Contrappunto: condannata il ministro Stefania Giannini

Vicenda Contrappunto: condannata il ministro Stefania Giannini

La Corte dei Conti dell’Umbria ha optato per una pena salariale, seppur ridotta, nei confronti dell’ex rettore dell’Università degli Stranieri ed altr

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La Corte dei Conti dell’Umbria ha optato per una pena salariale, seppur ridotta, nei confronti dell’ex rettore dell’Università degli Stranieri ed altri componenti.

Quando la guardia di finanzia di Perugia sia era recata qualche tempo fa all’Università per Stranieri per avere i documenti che facessero riferimento alla “Scuola internazionale di cucina italiana”, che sarebbe dovuta sorgere all’ex Contrappunto e che invece non è mai nata, il rettore dell’ateneo, Giovanni Paciullo, sostenne che la questione era molto trasparente. La vicenda vedeva coinvolta anche il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, la quale era allora rettore dell’Università ed aveva autorizzato una spesa consistente per l’affitto di un locale che avrebbe creato un danno di 385 mila euro, oltre ai 140 mila euro di introiti mai giunti alla Scuola poiché mai entrata in funzione.
Oggi la Corte dei Conti dell’Umbria ha dichiarato colpevole l’ex rettore dell’Università per Stranieri, condannata a pagare la somma di 9.187,50 euro. Insieme a lei, sarà costretta a versare la stessa cifra di denaro anche Paola Balsamo. Inoltre, sono stati condannati anche i contabili perugini Paola Bianchi de Vecchi, Marcello Silvestrini, Anna Comodi, Rita Stoppini, Lucio Ubertini, Marina Bon di Valsassina e Madrisio, Franco Mezzanotte, Fabio Matarazzo, Giuseppe Santoro (che dovrà pagare una cifra di 6.086,54 euro) per una cifra ed anche l’attuale rettore della Stranieri Giovanni Paciullo, che dovranno sborsare 3.901,63 euro ciascuno. Proprio il rettore ha tenuto a precisare, tramite una nota, che “la scelta unanime del Cda dell’Università degli Stranieri è stata adottata in quanto vi era necessità ed urgenza di donare agli studenti spazi in un immobile, che tra l’altro era già di proprietà dell’ateneo. Quindi, la delibera con la quale si è deciso di affittare gli immobili era pienamente legittima”. Conclude, sostenendo che ricorrerà in appello seppur la sua pena salariale è stata ridotta.

Siamo sicuri che la vicenda non è finita qui.

Di Lorenzo Santucci

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