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La scuola ha esaurito la pazienza

Convocato per il 23 maggio uno sciopero generale. Di Stefano Di Foggia Nella giornata di avvio del concorso degli insegnanti arriva la dichiarazione d

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Convocato per il 23 maggio uno sciopero generale.

Di Stefano Di Foggia

Nella giornata di avvio del concorso degli insegnanti arriva la dichiarazione di guerra dei sindacati. Si sono riuniti oggi in piazza Montecitorio a Roma per protestare contro una selezione ritenuta “iniqua, farraginosa e non adeguata alle esigenze dei territori e dei docenti” e per chiedere il rinnovo dei contratti. Da questa piazza hanno annunciato lo sciopero, Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals Confsal, insieme a docenti, Ata e dirigenti provenienti da tutta Italia, hanno dichiarato: “Il ministro Giannini dice che il meglio deve ancora venire? Ebbene il meglio glielo organizziamo noi. Il 23 maggio faremo uno sciopero generale in tutta Italia, se questo è quello che vogliono da noi glielo daremo”.

Il ministro Stefania Giannini ha dichiarato: “Trovo singolare proclamare uno sciopero contro un governo che assume ed annunciarlo nel giorno in cui parte un concorso da 63.712 posti. Ricordo che questo è un governo che investe sull’istruzione 3 miliardi di euro in più all’anno”.

La replica non si è fatta attendere e ai microfoni di Radio24, Pino Turi, leader della Uil, ha detto: “Il precariato non si risolve con il semplice concorso. Infatti ci vengono segnalate in queste ore molte defalliance e molti buchi, il precariato è soltanto rinviato. Inoltre dal concorso restano fuori decine di migliaia di persone che hanno diritto ad avere una risposta, almeno in prospettiva. L’anno prossimo invece il personale dovrà essere impiegato in carica a tempo determinato perché i concorsi non fanno in tempo a mettere in ruolo le persone. Si tratta del massimo dello sfruttamento della funzione docente che sta tenendo aperte le scuole e non è giusto per un paese che vuole essere veramente moderno e vuole investire sulla scuola”.

All’origine della protesta in particolare due punti fondamentali della legge 107, la cosidetta legge della “Buona Scuola”. Per prima cosa i sindacati chiedono che il bonus docenti sia contrattualizzato, “la scelta dei dirigenti non sta né in cielo né in terra”. L’ altra richiesta è l’apertura del contratto nazionale. “Ci sono tutti gli elementi per dire che la scuola ha esaurito la pazienza. Il governo ci convochi, si aprano le trattative”.

Di Stefano Di Foggia

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