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Pino Maniaci, da eroe dell’antimafia a estorsore?

Un esempio di integrità che si sgretola e a perderci siamo tutti noi. Di Stefano Di Foggia Telejato è una piccola emittente televisiva con sede a Part

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Un esempio di integrità che si sgretola e a perderci siamo tutti noi.

Di Stefano Di Foggia

Telejato è una piccola emittente televisiva con sede a Partinico, in Sicilia. Fondata da Alberto Lo Iacono, è stata rilevata da Pino Maniaci nel 1999. Negli anni di attività si è caratterizzata per la sua opera di informazione orientata alle notizie relative alla criminalità organizzata, denunciando con toni molto aspri la forte presenza mafiosa del suo territorio. Pino Maniaci negli anni è diventato un simbolo della lotta alla mafia. Con i suoi servizi ha denunciato fatti importanti, come ad esempio la gestione “allegra” dei beni confiscati alla mafia da parte del tribunale di Palermo che ha portato alla sospensione da parte del CSM di Silvana Saguto, l’allora presidente delle Misure di prevenzione del tribunale di Palermo.

Il 22 aprile però l’immagine di Maniaci come eroe dell’antimafia comincia a vacillare. Il giornale La Repubblica infatti riporta la notizia secondo la quale Pino Maniaci, sarebbe stato messo sotto inchiesta per aver chiesto ed ottenuto da alcuni amministratori locali soldi e favori, in cambio di una linea più morbida da parte della sua televisione.
Subito dopo è arrivata la ferma smentita del giornalista che ad Adnkronos ha commentato: “Io indagato per estorsione? È semplicemente assurdo…” e ha aggiunto che l’inchiesta sarebbe nata “per bloccare la nostra campagna di stampa contro la gestione dei beni confiscati da parte dell’ex presidente delle misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, Silvana Saguto”. Anche pochi giorni dopo, il 28 aprile, in un servizio delle Iene, Maniaci si era detto completamente estraneo ai fatti ribadendo quanto dichiarato.

Il 4 maggio però la storia arriva ad una svolta inquietante. Si scopre che Pino Maniaci è effettivamente indagato dalla procura di Palermo. Le intercettazioni dei carabinieri di Partinico, rese pubbliche dai giornali, sembrano poter fugare ogni dubbio su quanto a lui contestato. I filmati girati nelle stanze del comune di Partinico e le intercettazioni di Maniaci con l’amante parlano chiaro. Nelle immagini si vede e si sente il giornalista chiedere ed ottenere qualche centinaio di euro dal sindaco. In varie intercettazioni poi si sente Maniaci chiedere agli amministratori un’impiego per l’amante e vantarsi con la donna di quanto ottenuto.
Sembra in preda ad un delirio di onnipotenza quando dice: “Quello che non hai capito tu è la potenza… tu non hai capito la potenza di Pino Maniaci. Stai tranquilla che il concorso te lo faccio vincere”. E in un’altra occasione: “Ormai tutti, e dico tutti, si cacano se li sputtano in televisione”.

Insomma un’inchiesta che racconta un Pino Maniaci completamente diverso da quello che tutti noi credevamo, sembra addirittura che alcuni atti intimidatori che sembravano essere stati compiuti a causa dei suoi servizi giornalistici, siano stati in realtà opera del marito della sua amante e che lui ne fosse consapevole.

Dunque, cosa è successo a Pino Maniaci? È sempre stato un impostore e solo oggi ce ne siamo accorti? Ha perso la testa a causa della sua amante? Perché i favori che chiedeva si sono sempre limitati a qualche centinaia di euro e ad impieghi poco prestigiosi? È troppo presto per rispondere a queste domande, forse qualche elemento verrà fuori dall’inchiesta. Per ora l’unica cosa certa è che l’immagine dell’antimafia è stata intaccata e l’opinione pubblica ha perso un eroe della legalità.

Brecth diceva: “Beato quel popolo che non ha bisogno di eroi”. Da questa notizia si deve trarre proprio quest’insegnamento.

Di Stefano Di Foggia

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