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La falsa università rischia di cambiare la vita a 411 persone

La falsa università rischia di cambiare la vita a 411 persone

Una beffa, per minimizzare, accaduta a  411 persone che si sono ritrovate senza neanche più il diploma. Avete presente il film "Immaturi", quello dove

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Una beffa, per minimizzare, accaduta a  411 persone che si sono ritrovate senza neanche più il diploma.

Avete presente il film “Immaturi”, quello dove un gruppo di vecchi compagni di classe si ritrova circa vent’anni dopo a dover sostenere nuovamente l’esame di maturità poiché i loro diplomi si sono persi? Ecco, un qualcosa di simile è avvenuto per 411 persone, solo che non stiamo parlando di finzione. Circa 20 anni fa, nel 1994, vennero stilate una serie di scuole, la maggior parte cattoliche, che non erano riconosciute dal Ministero: la Mons Calpe con sede a Gibilterra, l’Università Mechnikov di Odessa ed operante a Portici, la Clayton di origine americana ma con amministrazione a San Marino, l’University of the Island e l’Universidade moderna di Lisbona. Tutte queste erano state segnalate per evitare dei rapporti che avrebbero comportato delle irregolarità con gli attestati rilasciati. Secondo voi è stato ascoltato tale consiglio?

Tra queste vi era anche un istituto di Fermo non riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione, il Social College, ha chiuso dopo che negli anni novanta ha rilasciato dei diplomi che, ovviamente, non potevano che essere invalidi. Su di questi infatti vi era scritto, in basso a destra, “Disposizione di autorizzanda istituzione del ministero”… il problema è che quell’autorizzanda sia rimasto tale, senza mai trasformarsi in legalità vera e propria. La morale della favola è che, adesso, ben 411 laureati in scienze sociali si ritrovano non soltanto senza una laurea, ma neanche senza diploma. Dopo minimo altri otto anni di studio, quindi, si ritrovano con un diploma di terza media, che come ben saprete si prende a 13 anni. Che questo sia il Paese delle meraviglie ce ne siamo accorti da tempo, ma questa vicenda ha dell’incredibile.
Il vero “capolavoro” è stato compiuto dall’università Gabriele D’Annunzio di Chieti e Pescara: con il passaggio di rettore, da Cuccurullo al medico Carmine Di Ilio, la gestione all’interno dell’ateneo è cambiata radicalmente: ci sono state infatti, dal suo insediamento, una serie di denunce (sia firmate che anonime) e tagli al bilancio. Soltanto il direttore generale, Filippo Del Vecchio, risulta averne ricevute ben sessanta a suo nome ( tra cui estorsione, violazione della privacy e abuso d’ufficio). Ma Di Ilio e Del Vecchio (entrambi vicini al Partito Democratico), hanno iniziato un “scontro” con un sindacalista della Cisal, Goffredo De Carolis: dopo aver fatto diverse indagini, il dg ha riscontrato come, tra i 1.783 laureati alla D’Annunzio tra gli anni 2002 e 2007, ben 411 risultino provenire proprio da quel college dichiarato come non regolare. Con l’introduzione in Italia delle “triennali di corsa” due terzi dei crediti che servivano per laurearsi erano garantiti dalla scuola media superiore intrapresa: per ottenerli interamente bastava conseguire 8 esami, tutti alla D’Annunzio, in una sola mattinata. Ed indovinate chi ha formato l’“universitate picena”? Proprio lui, il sindacalista De Carolis che, oltre a far recapitare delle denunce nei confronti di Del Vecchio, ha anche lavorato all’interno dell’ufficio amministrativo. Il suo avvocato nega, dicendo che il suo assistito non ha utilizzato la laurea falsa e non ha mai lavorato in segreteria studenti.

Adesso è tutto nelle mani del rettore, il quale dovrà decidere se iniziare o meno la pratica ed annullare di conseguenza la laurea di De Carolis (come anche quelle di tutti gli altri) e quindi andare incontro alle spese dei ricorsi, circa mezzo milione, oppure chiudere un occhio. Però, De Ilio pare che gli occhi li voglia aprire molto bene: “Il falso è palese: non procedendo all’annullamento potrei trovarmi una denuncia per falso di atti d’ufficio”.

Di Lorenzo Santucci

COMMENTS

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    Francesco 6 mesi

    Il sedicente «Social college ab antiqua universitate Picena» rilasciava sedicenti diplomi di livello universitario all’esito di corsi di durata triennale cui si poteva accedere dopo la scuola secondaria superiore. Quindi non è corretto affermare che questi 411 malcapitati si sono ritrovati senza laurea e senza neanche il diploma: il diploma per potersi iscrivere al Social collega era stato conseguito altrove e ovviamente rimane salvo.

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