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Esperimenti dell’Università di Torino sui macachi: scienza o abuso?

Esperimenti dell’Università di Torino sui macachi: scienza o abuso?

Gli esperimenti che saranno compiuti all'Università di Torino su alcuni macachi hanno fatto storcere il naso all'opinione pubblica. Esperimenti. P

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Gli esperimenti che saranno compiuti all’Università di Torino su alcuni macachi hanno fatto storcere il naso all’opinione pubblica.

Esperimenti.

Parlare di scienza, in generale, è sempre molto complicato. I numeri sono numeri e non ci si scherza; c’è poco da dire “se, ma, però”. Se i dati parlano, tu scrivi e riporti. Ma ancora più complicato, ed è purtroppo questo il caso, è parlare di scienza e di coinvolgimento di cavie nello stesso articolo.

Di macachi nello specifico, utilizzati per ricerche in campo medico. “Utilizzare gli animali per la ricerca è da barbari!”, “Si ma senza l’utilizzo di cavie non ci sarebbero stati tutti i progressi che oggi ci salvano da migliaia di malattie!”. Tutte idee corrette, che avrebbero bisogno di un contraddittorio per esporle. Per cui non staremo qui a dire cosa pensiamo.

Ci limiteremo a riportare i fatti. Ma, ovviamente, ognuno di noi, qualsiasi lavoro faccia, ha un proprio pensiero riguardo ogni cosa.

L’evento

Alla base della querelle mediatica c’è un esperimento: una ricerca condotta dall’Università di Torino e riguardante la cecità da trauma. Fin qui tutto ok. Peccato che la ricerca preveda la “collaborazione” di macachi. Le scimmie, tra i 4 e i 6 esemplari, verranno rese cieche con un intervento al cervello, poi addestrate ed infine verranno sottoposte ad esperimenti per la durata di 5 anni.

Le opinioni

Si tratta di una sperimentazione invasiva, crudele che deve essere fermata, abbiamo ancora tempo per farlo, per questo è importante mobilitarci tutti”, dichiarano dalla LAV (Lega Anti-Vivisezione).
A rispondere, Marco Tamietto del dipartimento di Psicologia dell’Università di Torino: “La sperimentazione animale su primati non umani ha bisogno di una procedura molto rigorosa e selettiva per essere approvata. Questo progetto è stato finanziato dallo European Research Council, l’ente di ricerca più prestigioso e rigoroso a livello europeo”.

Che fine fanno gli animali, una volta terminato il progetto?

Il progetto dura 5 anni. Al termine, gli animali coinvolti verranno eutanasizzati da personale specializzato e con le metodologie indolori previste dalla legge per questa specie”, è la conclusione di Tamietto.
Questo è quanto. Ognuno si faccia la propria idea.

#FacceCaso

Di Giulio Rinaldi

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