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No, dai. Questo lo copio

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E se fosse il professore a copiare? Enrico Lorenzini lo ha fatto ed è stato nominato professore emerito dell'Università di Bologna Alma Mater. Nel lon

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E se fosse il professore a copiare? Enrico Lorenzini lo ha fatto ed è stato nominato professore emerito dell’Università di Bologna Alma Mater.

Nel lontano 2010, in piena campagna elettorale per l’elezione del nuovo rettore, l’Alma Mater di Bologna fu scossa da uno scandalo interno non da poco. Un noto professore dell’università, Enrico Lorenzini, preside del corso di laurea in Ingegneria Nucleare, era stato accusato di plagio. Il caso fu gestito dal Senato accademico che, effettivamente, riscontrò numerose uguaglianze tra i due volumi scritti dal professore e altri libri o pubblicazioni; in modo particolare, in “Ebollizione” risultano essere stati copiati ben due capitoli di “Nuclear heat transport” di M.M. El Wakil e in “Tracce delle esercitazioni di termodinamica del reattore” sono state trovate molte somiglianze con l’edizione italiana di “I principi delle operazioni unitarie” di Alan S. Foust. Tuttavia, già allora Lorenzini fu giudicato in buona fede e non gli fu inflitto nessun richiamo disciplinare, nonostante il rettore del tempo fosse estremamente dispiaciuto dell’accaduto e preoccupato della reputazione della tanto rinomata università bolognese.

Lorenzini è un professore importante, con una lunga carriera alle spalle, che ha collaborato con un premio Nobel ed che è stato membro del Comitato Nazionale di Ingegneria del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Poteva l’Italia, furbetta com’è, farsi nemico un tale personaggio? Ovviamente no, anzi lo elogia e lo premia. Infatti, il docente amante del copia e incolla è stato nominato professore emerito proprio ieri pomeriggio nella sala absidale di Santa Lucia e con tanto di invito cartaceo.

L’occasione in cui è stato premiato era quella della meritata laurea ad honorem in neuroscienze e riabilitazione neuropsicologica conferita a Carlo Arrigo Umiltà e ha avuto una grande eco. Infatti, le reazioni dei professori dell’Alma Mater non hanno tardato ad arrivare e Lucio Picci, docente di Politica Economica, ha scritto immediatamente una lettera al rettore Uberti e ai suoi 2800 colleghi promuovendo l’allontanamento volontario di Lorenzini dall’ambiente universitario; a questo proposito ha dichiarato: “È vergognoso che la nostra reputazione e il nostro onore vengano calpestati in questo modo“. Alla sua voce si è presto aggiunto un post del professore di Ingegneria Giovanni Neri che ha scritto: “Se fossi nei colleghi rinuncerei per coerenza e serietà al titolo“.

In questo pentagramma di note stonate, quella che proprio fa venire il dente velenoso è una regola fondamentale per l’assegnazione del titolo di professore emerito e cioè quella di aver mantenuto, nella carriera universitaria, un comportamento di estrema correttezza nei confronti di persone interne o esterne all’Ateneo implicate con l’università. Si può dire che Lorenzini abbia fatto l’esatto opposto.

E allora perché è stato premiato? Perché l’Alma Mater elogia un modo di fare che pregiudica invece la vita studentesca dei ragazzi? Eh si, l’università bolognese punisce severamente qualsiasi studente beccato a copiare durante l’esame, sospendendolo.

Un bel paradosso che rimarca la già nota posizione dell’Italia sulla meritocrazia. Il cartellino dovrebbe essere rosso. Per il professore!

Di Giulia Pezzullo

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