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Sos Università: i professori e ricercatori sono sempre meno!

Sos Università: i professori e ricercatori sono sempre meno!

La fotografia del ministero è impietosa: le assunzioni sono un miraggio e la differenze di genere pesano ancora. L'università italiana non se la pa

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La fotografia del ministero è impietosa: le assunzioni sono un miraggio e la differenze di genere pesano ancora.

L’università italiana non se la passa affatto bene, è inutile girarci attorno. Le cattive notizie questa volta riguardano i docenti, sempre di meno e sempre più precari. È la triste realtà fotografata da un rapporto del ministero che riguarda l’anno accademico 2016-2017.

E i numeri si sa non mentono mai. In sette anni il mondo accademico ha perso per strada 4.650 professori e ricercatori: erano 58.885 nel 2010-2011, sono 54.235 nel 2016-2017. Nello specifico, diminuiscono di quasi un quinto gli ordinari e i ricercatori, mentre per effetto del piano straordinario con le abilitazioni degli ultimi anni, gli associati registrano un segno più 16,7%.

L’emorragia dei docenti è dovuta sopratutto al blocco del turnover, che ha rallentato e non poco, il reclutamento negli atenei. In compenso aumentano gli assegnisti di ricerca, studiosi precari con contratti precari rinnovabili sino a 4 anni. Insomma una situazione dove la precarietà la fa sempre più da padrona, dove i ricercatori arrivano a superare i professori ordinari e gli associati.

E in questo quadro, le differenze di genere sono ancora radicare nell’università italiana. Se le donne rappresentano più della metà del personale tecnico e amministrativo, tra i professori e ricercatori la percentuale scende al di sotto del 40%.

E per loro, fare carriera nel mondo accademico, è arduo. Per le docenti il rapporto parla di “segregazione verticale”: la loro presenza diminuisce al progredire della carriera. Infatti la percentuale raggiunge quasi il 47 % tra i ricercatori e via via, si riduce al 37,2 tra i professori associati ed al 22,3 % tra gli ordinari.

Una situazione che l’Italia condivide con altri paesi europei: la percentuale di donne che ricoprono il ruolo di professore ordinario è pari a circa il 21% in Europa. Per quanto riguarda l’età media, è pari a 52 anni: si va dai 59 dei professori ordinari ai 52 degli associati fino a quasi 47 anni dei ricercatori. Includendo anche gli assegnisti di ricerca l’età media complessiva scende di poco, arrivando a quasi 48 anni.

#FacceCaso

Di Luca Pennacchia

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