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FacceSapè: ecco la nostra intervista per il nuovo singolo dei Monolith Grows!

FacceSapè: ecco la nostra intervista per il nuovo singolo dei Monolith Grows!

Nuovo appuntamento con le nostre interviste musicali: oggi sono i Monolith Grows! a passare sotto le grinfie della nostra redazione per il nuovo singo

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Nuovo appuntamento con le nostre interviste musicali: oggi sono i Monolith Grows! a passare sotto le grinfie della nostra redazione per il nuovo singolo.

È uscito venerdì 15 marzo 2024 su tutte le piattaforme digitali “Souls”, il nuovo singolo del progetto Monolith Grows!. Il primo capitolo svelato da “Fear Makes You Pale”. È il brano che ha gettato le basi della collaborazione con Carmelo Pipitone, che ne è il produttore artistico, ma anche quello in cui esce l’impronta “pop” della formazione. “Souls” è un percorso emotivo, sfaccettato da vari stati d’animo. É un viaggio di ricerca e redenzione, ed infine una richiesta d’aiuto, con chitarre acustiche ad addolcire la solida struttura delle elettriche, che caratterizzano il brano. La vera protagonista è la voce, un testo intimo e d’impatto per semplicità, ricorrenza e melodia.

Noi li abbiamo intervistati, e siamo partiti dal loro percorso scolastico.

Questo è un sito dedicato agli studenti, quindi non possiamo che iniziare col chiedervi: qual’è stato il vostro percorso scolastico? Com’è andata?
Sotto questo punto di vista crediamo di essere la band più eterogenea possibile. C’è chi si è diplomato in Conservatorio, chi è laureato in ingegneria, chi dopo le superiori ha iniziato immediatamente a lavorare. Da una certa età in poi la scuola per noi è stata una sorta di parentesi tra una sessione in sala prove e un’altra… Forse col senno di poi l’avremmo vissuta diversamente. O forse no.

E con lo studio della musica che rapporto avete? È vera quella cosa che si dice che non si può fare musica se prima non la si studia, anche solo un minimo?
Proviamo a risponderti descrivendoti i due casi limite all’interno della band. Riccardo (batterista) a livello di studio sullo strumento è maniacale, quasi patologico. Andrea (chitarrista e cantante) è sostanzialmente autodidatta, spesso inconsapevole di quello che suona a livello teorico ma al tempo stesso è il compositore della band, l’artefice dei brani migliori dei Monolith Grows!. Sicuramente lo studio porta ad accrescere il numero e la varietà di frecce al tuo arco, ma nella musica c’è tanto altro: la creatività, la sensibilità e la montagna di ore passate ad ascoltare i grandi gruppi del passato, per esempio.

Come vi siete ritrovati a fare musica insieme? Ci raccontate com’è iniziato tutto?
Facciamo un salto in un lontanissimo passato. Siamo a Pavullo, paesino nell’Appennino modenese.
Un giovanissimo Andrea e un Max (chitarrista) in età pre-puberale formano la loro prima band, dal nome assolutamente programmatico “Drunkwitch”, mentre Riccardo e Enrico (bassista) suonano in altre due band e insieme in un terzo progetto cantautorale. Siamo tutti molto amici e, quando non abbiamo concerti con le rispettive formazioni siamo a sentire gli altri suonare o semplicemente insieme a fare bisboccia. Passa il tempo e all’interno dell’organico dei Drunkwitch (ormai rinominatisi “Monolith”) si verificano le prime defezioni: differenze di vedute, cambi di priorità, fidanzate, insomma le dinamiche ben note a chiunque abbia avuto una band: così prima Riccardo poi Enrico entrano a fare parte dei Monolith (che sarebbero divenuti a breve “Monolith Grows!). E’ stata la cosa più naturale del mondo.

Avete influenze e idee musicali diverse o andate d’accordo su tutto?
Abbiamo assolutamente influenze diverse e questa è una benedizione per una band che scrive musica propria. Ti permette di non fossilizzarti sui clichè propri di un unico genere. Pur mantenendo un’idea di sound che abbiamo in comune, cerchiamo di inserire nella nostra musica sfumature dei rispettivi ascolti e studi musicali, che vanno dal grunge al jazz, dallo stoner al pop. La matrice comune è ovviamente il rock, nel senso più ampio del termine.

Programmi per il resto del 2024?
Stiamo in queste settimane definendo il calendario dei concerti dei prossimi mesi, non vediamo l’ora di tornare sul palco. Ovviamente l’intento è quello di far sì che il numero maggiore possibile di persone possa ascoltare “Fear Makes You Pale”, il nuovo disco in uscita il 26 aprile, non solo sulle varie piattaforme ma soprattutto dal vivo, dimensione che rimane la più congeniale a una band come la nostra. Poi si ragionerà su un tour all’estero.

#FacceCaso

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