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I grandi classici, guida alla lettura: Agatha Christie – “Dieci piccoli indiani”

I grandi classici, guida alla lettura: Agatha Christie – “Dieci piccoli indiani”

Secondo appuntamento con qualche dritta per una sana lettura di uno dei capisaldi della letteratura mondiale. Di Marilisa Lillo Nello scorso pezzo vi

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Secondo appuntamento con qualche dritta per una sana lettura di uno dei capisaldi della letteratura mondiale.

Di Marilisa Lillo

Nello scorso pezzo vi avevo parlato di Jane Austin e del suo “Ragione e Sentimento”: oggi, si cambia rotta.

Agatha Christie é una delle più grandi scrittrici del 1900, oltre ad essere una delle più riconoscibili e famose penne delle detective story . Questa signora inglese dall’aria gentile e temperata ha sconvolto il mercato e la tradizione dei romanzi gialli, prima costruendo ed alimentando alcune colonne narrative ed espedienti tipici del genere, poi divertendosi a distruggerli( come vedremo farà in Dieci piccoli indiani.) La signora Christie ha pubblicato circa 66 romanzi gialli, senza mai ripetersi, sempre inglobando il lettore nell’intricato intrigo narrativo, dove il detective e l’assassino si inseguono com due figurine di carta su un labirinto di lettere nere. Gi indizi si susseguono ma l’interesse e la tensione non diminuiscono fino al momento della rivelazione, dove finalmente l’assassino, il movente e l’arma del delitto vengono rivelati. Almeno, la maggior parte delle volte. Infatti, in Dieci piccoli indiani, questo non avviene…

  • Pro:

L’innovazione: In una detective story ci sono alcuni punti fermi che tutti conoscono: c’é un delitto, un movente, un assassino ed un detective. Qui non c’é nulla di tutto questo. L’incipit di questo libro é una situazione paradossale: Dieci sconosciuti si ritrovano in una vacanza al mare, bloccati su un’isola dove una voce misteriosa li accusa di essere tutti assassini. Inoltre un’inquietante filastrocca(dieci piccoli indiani, appunto) sembra prevedere il futuro, cioè il modo in cui tutti loro verranno uccisi. Quindi abbiamo undici assassini, nessun detective, nessuna via d’uscita e sopratutto un numero crescente di omicidi…

La tensione: Leggere la descrizione di un assassinio orribile ed immaginare l’omicida aggirarsi liberamente fra gli altri personaggi, pronto a colpire ancora attira l’attenzione anche del lettore più pigro, ma non é nulla in confronto al gioco di trabocchetti narrativi di questo libro. Infatti, nulla incatena di più l’attenzione del sapere esattamente come moriranno i personaggi ma non chi e quando, con l’incrollabile speranza che qualcuno riesca a salvarsi.

  • Contro:

Non c’é posto per i bravi ragazzi: Come ho detto prima, in questo libro non c’é un detective, un poliziotto o una semplice figura positiva. Ci troviamo nella paradossale lotta del male contro il male. La follia ha incontrato l’ingordigia, la violenza, l’aggressività, l’inerzia e la stupidità. Ne consegue una visione del mondo piuttosto negativa. Infatti, anche se il punto forte di questo libro é la mancanza di un intreccio complicato e di un personaggio capace di scioglierlo per noi, ha anche un lato negativo, poiché viene a mancare la tensione del duello intellettuale di due menti che si rincorrono tirando un filo. Bisogna dire però che il sacrificio di questa figura solitamente fondamentale ne consegue tutta la tensione ed il terrore che caratterizza il libro e lo rende interessante.

Di Marilisa Lillo

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