Un anno con Buona Scuola

Un anno con Buona Scuola

Primo anno di vita per Buona Scuola. Tanti guai ma anche qualche nota positiva in un panorama scolastico quanto mai confuso. Tra pochissimo Buona Scuo

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Primo anno di vita per Buona Scuola. Tanti guai ma anche qualche nota positiva in un panorama scolastico quanto mai confuso.

Tra pochissimo Buona Scuola festeggerà un anno di attività sul nostro bel territorio italiano. Il 13 luglio del 2015, infatti, i piani alti della politica dello Stivale pubblicavano un unico articolo da 212 comma sulla Gazzetta Ufficiale, rendendo a tutti gli effetti valide le nuove procedure riguardo l’amministrazione scolastica e la didattica.

Tuttavia, Buona Scuola è stata al centro di numerose polemiche nel corso di questo anno in quanto ha portato a vari disagi soprattutto sul fronte docenti. Il premier Renzi e il ministro Giannini si sono vantati, infatti, dell’assunzione di 90mila insegnanti nell’arco del 2015. Eppure nessuno si è chiesto chi ha formato questi docenti: la fondazione Agnelli ha sottolineato che le capacità didattiche dei nuovi docenti non sono state in alcun modo verificate.

Inoltre, sul piano della didattica, la legge Buona Scuola ha tralasciato un tassello fondamentale: il progetto pedagogico più idoneo a formare gli studenti. Consci che ogni istituto scolastico sceglie il suo filone preferito, nelle nuove disposizioni renziane non c’è neanche un piccolo accenno alla Montessori, a Milani, a Pestalozzi o ad altri pedagogisti. Questa mancanza rende ogni intervento più debole sul piano attuativo.

Un’altra falla riguarda la crescita importante della burocrazia che ruota attorno agli aggiornamenti professionali dei docenti e ai vari procedimenti che prevedono scartoffie. Sfortunatamente, anziché limitare il numero di documenti necessari per svolgere le attività didattiche, essi aumentano e sono ancora cartacei. Ultimo punto che ha destato non poche proteste è il famigerato bonus per la valorizzazione del personale; esso, a detta di molti, ha provocato una grande spaccatura in quanto può essere assegnato solo ai docenti di ruolo.

Ma Buona Scuola non ha provocato solo disagi. Bisogna ammettere che il Piano Nazionale per la Scuola Digitale ha avuto successo sin da subito. Con un fondo da 1 miliardo di euro, prevede di attrezzare con la copertura wifi il 90% delle scuole italiane entro il 2018. Inoltre, grandi passi avanti sono stati fatti sul fronte alternanza scuola/lavoro gestito in particolare da Gabriele Toccafondi, sottosegretario di Stato. In merito a questa esperienza, i ragazzi hanno prodotto moltissimi risultati positivi.

Tra dispiaceri e malumori quotidiani, questa Buona Scuola qualcosa di decente l’ha fatto. È ancora giovane, quindi, forse, è lecito che combini qualche guaio. Stiamo a vedere che succede da domani in poi. Ormai diventa grande e le scuse iniziano a scarseggiare.

Di Giulia Pezzullo

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