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Non è un paese per ricercatori

Non è un paese per ricercatori

Negli ultimi 10 anni la ricerca Universitaria ha visto dimezzarsi gli effettivi, inoltre solo 6 su 100 fanno carriera. Anche questa volta una #bruttas

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Negli ultimi 10 anni la ricerca Universitaria ha visto dimezzarsi gli effettivi, inoltre solo 6 su 100 fanno carriera. Anche questa volta una #bruttastoria.

Alcuni paesi con gli anni progrediscono, aumentano il livello economico, d’istruzione e culturale; insomma, la società cresce nel complesso. In Italia facciamo il percorso inverso, regredendo sempre più fino a fare passi indietro decennali.

Volete un esempio? Prendiamo i dati dell’Associazione dottorandi e dottori di ricerca italiani, che indicano un crollo del 44,5% per posti di dottorato in dieci anni, oltre il fatto che con 1800 pensionamenti annui solo 1000 nuovi vengono inseriti.
Si capisce così che la ricerca non va, non funziona, non avanza , non si sviluppa, emigra, perché se l’Associazione conferma un “drastico e silenzioso ridimensionamento del Dottorato in Italia”, andare all’estero rimane l’unica soluzione possibile.

L’analisi nello specifico mostra il tracollo del Sud, dove la percentuale di posti banditi dagli atenei è scesa dal 27,7 al 21,7%, contro il 50% in media del Nord. Ma non si può sganciare in due il paese, perché il problema rimane generale, quindi andrebbe risolto con unità d’intenti, cosa che al momento non si intravede.

Di Umberto Scifoni

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